IL CICLISTA URBANO

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A cura di Federica Varbella

Abitare in un alloggio con vista pista ciclabile ha i suoi benefici, notevoli e numerosi. Si può udire il soave suono dei campanelli delle bici a ogni ora del giorno, si possono mirare e lodare le indiscusse abilità di guida del velocipedista urbano (“velocipede” è il termine radical chic per bicicletta), si può addirittura venir svegliati nel cuore della notte dalle encomiabili imprecazioni degli egocentrici automobilisti nei confronti del ciclista indifeso di turno. Ma soprattutto si può dedicare il proprio tempo libero ad analizzare il tipo umano del ciclista milanese.

Questa catalogazione è stata prodotta a puro scopo sociologico. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale, cinico e senza scrupoli.

IL PRUDENTE

Il ciclista prudente è quello che si veste come se dovesse affrontare una battaglia: guanti borchiati, caschetto in cemento armato, gomitiere e ginocchiere dotate di airbag, armatura di Iron Man e Dr Martens, tanto per essere sempre alla moda.

Il mezzo su cui pedala è un cavallo purosangue, fiero e instancabile, nel senso che le ruote non si bucano mai e i freni funzionano anche sotto il diluvio universale.

Particolarità: non sconvolgetevi se le ruote sono 4 e non 2. Le rotelle danno quel tocco di sicurezza che mancava.

 IL VECCHIO

Bici d’epoca, cestello contenente Narnia, campanello che intona canzoni di Rita Pavone o degli Alpini, con tanto di brontolio annesso; questi sono solo alcuni dei tratti distintivi di un anziano in bicicletta.

Che sia donna o che sia uomo, lo scopo del pedalatore agée è sempre lo stesso: non arrivare in ritardo, che si debba andare a prendere i nipotini a scuola, fare la spesa, giocare a bocce o soprattutto andare a visionare lo stato dei lavori nei cantieri Expo. Responsabilità civile.

LA FIGA

Si sa, Milano è la città italiana con la più alta concentrazione di gnocca, e anche la bella ragazza ogni tanto pedala. Difficile è però inserire in una categoria chiusa il genere della figa in bicicletta.

L’outfit infatti non è mai lo stesso, varia per età, provenienza geografica, stagione e palestra frequentata. Due cose accomunano le donzelle ciclomunite: il manubrio traballante (non per un difetto meccanico) e il movimento del pedale “tacco-punta-tacco punta”.

Ma dove vai bellezza in bicicletta?

L’HIPSTER

Non potevamo non considerare la categoria di coloro che hanno fatto tornare la bicicletta alle luci della ribalta. Baldi e barbuti giovani che scorrazzano per le strade di tutte le metropoli del mondo con le loro super fashion bici colorate, manco fossero un quadro di Mondrian.

Cosa non manca all’hipster biker? Il daltonismo e l’egocentrismo.

Cosa gli manca? I freni. Si perderebbe altrimenti l’inerzia che guidò Kerouac nel suo “On the Road”.

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