Al Teatro Parenti di Milano è andato in scena Idiota, diretto da Roberto Rustioni. Un uomo decide di affrontare i propri problemi economici sottoponendosi a un test neuropsicologico retribuito, ma scoprirà di essere l’unico vero artefice di un destino nato da un passato mai affrontato.

 

Cos’è:

Carlos (Roberto Rustioni) accetta l’invito della Fondazione per la Ricerca Neuropsicologica. In cambio di un’ingente somma di denaro, si rende disponibile per un esperimento. Una dottoressa di origini tedesche (Giulia Trippetta) lo sottoporrà a una serie di domande, talvolta logiche talvolta personali. Entrato con l’idea di guadagnare soldi facili, l’uomo capirà presto come ci sia in gioco il futuro di tutte le persone a lui care.

 

Tutto nasce dalla sua superficialità. Carlos ha infatti firmato un contratto, ma senza leggerne le parti. In grave crisi economica, al centro di una condizione precaria mai resa limpida ai suoi famigliari, il protagonista è  presto con le spalle al muro. La psicologa lo incalza, domanda dopo domanda, fino a ricattarlo. Carlos è costretto a mettersi a nudo. Trascorsi, punti deboli, errori, tutto emerge sotto la guida intransigente di un’autorità morale dal ruolo ambiguo.

 

Com’è:

A livello formale, Idiota, scritto da Jordi Casanovas, viene messo in scena dallo stesso Roberto Rustioni in modo quasi invisibile. La regia è asciutta, la scenografia si basa su due tavoli e due sedie. L’intera opera si gioca sul non detto, sul mistero generato da una situazione grottesca e vagamente distopica. Si alternano dialoghi serrati fatti di botta e risposta graffianti, dove le performance attoriali – impeccabili – sono intense ma prive di sfumature. Le parole, unite a un impianto video (Igor Renzetti e Pablo Solari) che fa da cornice alla storia, sono il fulcro di un thriller psicologico moderno.

 

L’ambiguità del tutto è un altro elemento chiave. Piano piano che la vicenda si dispiega, l’obiettivo ultimo si rivelerà essere ben diverso da quello prospettato. Non conteranno tanto le risposte di Carlos, quanto il suo modo di affrontare la realtà. La psicologa, che viene presentata come antagonista, metafora di una società cinica e crudele, diventa la guida di un lento processo di acquisizione di consapevolezza di sé. Entrato incerto e spaventato, Carlos si lascia rapidamente ingurgitare in un climax ascendente di tensione e confronto, sia verbale che fisico, con la donna in camice.

 

Se, da un lato, il confronto sembra essere quasi metafora di un’accusa a un sistema politico e istituzionale che valica i limiti accettabili del cinismo, quella di Casanovas è altresì un’accusa al sistema mentale in cui l’Uomo tende ad abbandonarsi senza reagire. La denuncia è l’adeguarsi alla perdita di diritti fino a considerarla la normalità. Idiota vi fa luce con finezza, spogliando Carlos delle sue insicurezze e rendendo visibile la fragilità umana di fronte alle norme sociali.

 

Perché vederlo:

Idiota è soprattutto una lezione di vita, un romanzo di formazione. In un contesto inusuale, siamo di fronte a un uomo alle prese con il compito più difficile: accettare se stesso, fare propri gli stati d’animo e le debolezze senza timore reverenziale, ragionare privo di schemi mentali dettati da un buonsenso fittizio. Comunicare in modo sincero e chiaro con le persone, dire ciò che si pensa senza remore. Scoprire, insomma, la forza di essere Uomo: la semplicità di vivere senza costrizioni e veli.

 

Interessante anche la metafora legata al coinvolgimento famigliare, altro tassello della psicologia di fondo presente nel copione. La vicenda riesce a insegnare come il fare i conti con se stessi – o il non farli – non possa che ripercuotersi anche sulle persone che orbitano intorno a noi. E che spesso non è così semplice trovare la capacità di cambiare la propria situazione: come qualsiasi processo di auto-sabotaggio o blocco, l’azione di Carlos giunge a una svolta solo quando il carico psicologico (e di responsabilità) diventa insopportabile.

 

Migliorabile, se vogliamo, il finale, troppo incentrato sul fornire una chiave di lettura che banalizza la portata psicologica del tema riducendolo a un concetto di ribellione e libertà legata a giochi di potere sociali. Nonostante questo, Idiota resta senz’altro uno spettacolo sottile e incalzante, da segnarsi sui cartelloni futuri.

 

Idiota

Teatro Franco Parenti

di Jordi Casanovas

Regia: Roberto Rustioni

Cast: Roberto Rustioni, Giulia Trippetta

Aiuto Regia: Francesco Piotti

Scene e Costumi: Francesco Esposito

Contributi Video: Pablo Solari

Ideazione Video: Igor Renzetti

Disegno Luci: Gianluca Cappelletti

Produzione: Fattore K

 

A cura di Federico Lucchesi

 

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