New Artist: Icaro Cade

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Il New Artist di questa settimana lo abbiamo conosciuto giovedì scorso durante il suo live allo Zog Milano per i nostri amici di Astarte Booking. Si chiama Alessia Cuoghi, ma in arte è conosciuta come Icaro Cade.

Biografia: Alessia Cuoghi aka Icaro Cade nasce a Modena nel 1988. A 9 anni inizia a suonare la chitarra partendo con il classico giro di DO e a 14 a scrivere canzoni, e quindi a cantare.
Dopo numerose collaborazioni con molti musicisti dell’area emergente modenese, si trasferisce a Milano e inizia a lavorare al proprio progetto Individuale, che presenta per la prima volta (assieme a Roberto Gibellini alla seconda chitarra), con un set unplugged di 6 pezzi, in apertura al concerto di Bianco (INRI) al Vibra Club di Modena il 5 Gennaio di quest’anno.
Da qui Icaro Cade, inizia le sue live dates, che la portano ad essere presente all’interno di vari eventi tra cui il Make Music Milan, il Modena Indie Festival con I’m Not A Blonde, Birthh, IOSONOUNCANE e Friday i’m Alive in apertura a La Rappresentante di Lista, che precedono l’uscita di un EP Unplugged prevista per la fine di quest’anno.
Cantautorato energico e delicato che racconta di vite comuni, e della ricerca continua di se stessi.

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Domanda scontata quanto imprescindibile nel nostro caso: “Icaro cade” , il nome con cui hai scelto di identificarti, rimanda in modo irrimediabile al celebre mito greco, e, almeno apparentemente, sembra voler sottolineare la certezza di trovare il fallimento per chi, troppo ambizioso e imprudente, tenta di superare i propri limiti. Vuole quindi essere un ammonimento? Come andrebbe invece interpretato?

Non rivedrei nel nome del mio progetto tanto il cinismo quanto invece l’importanza delle consapevolezze che si raggiungono nel corso del tempo. La definirei quindi più una metafora che ci riporta alla disillusione, non come pessimismo, ma anzi, come valore della coscienza, quindi la chiave che fa si che non sia l’impulsività a guidare le scelte.
Una metafora che vuole ricordare di chiedere a se stessi cosa effettivamente ci può portare a essere felici, nonostante l’esistenza di un’immaginario comune, che ci impone di pensare che quello che porta alla realizzazione personale sia gia stato “stabilito”. Insomma “libertà” non è solo “possibilità”, ma è possibilità goduta con consapevolezza e convinzione.

In quanto cantautrice non puoi non venire accostata ad una giovane Elisa, una Carmen Consoli o ad una Claudia Lagona (Levante), sono persone a cui ti ispiri? Quali sono gli artisti che ritieni ti abbiano più influenzato?

Credo che sia inevitabile l’essere influenzati da tutti gli ascolti che facciamo, in particolare Carmen è stata presente tra loro, fin dall’inizio della mia adolescenza. E quindi si, credo che questo si possa percepire, soprattutto per il fatto che ad oggi sto presentando il mio progetto con un set acustico,
così come è stato naturalmente concepito, anche per una questione di rispetto nei confronti di una, la prima, delle sue fasi, ma credo anche di essere molto diversa da lei allo stesso tempo.
Per quanto riguarda l’ispirazione diciamo che arriva da vari fronti, nella musica sono molto eclettica e amo il cantautorato tanto quanto il rock e l’elettronica di vario tipo. Con lei, la consapevolezza ancor più forte di volermi dedicare al mio progetto, è arrivata da quando ho scoperto la musica indipendente. Mi sono resa conto di quanto la musica sia “semplice”, di quanto il suo principio risieda esattamente negli attimi in cui si avverte la necessita di comunicare scrivendo ciò che avviene dentro di sé, e di suonare il proprio strumento. Ho capito grazie ad artisti per me speciali che la musica può essere recepita in maniera molto forte, attraverso situazioni di contatto più stretto con l’ascoltatore.
Quindi c’è una sorta di catena di elementi che mi portano ad essere ispirata, tutti importanti in egual misura, che parte appunto dall’ascolto, si evolve in conoscenza, e che a sua volta diventa stima. Tutto ciò, negli ultimi tempi arriva da coloro che più ho vissuto da vicino quindi sicuramente citerei I’m Not a Blonde, La Rappresentante di Lista, e Bianco.

Il testo del tuo primo singolo “Le mongolfiere volano” sembra essere molto nostalgico, potresti brevemente descrivere i temi trattati nel tuo EP in uscita?

Beh direi di averlo già un po’ introdotto nello spiegare il significato del nome del mio progetto.
Parlano principalmente del tentativo di comprendere a fondo le interazioni tra le persone, quindi dei rapporti, di ogni tipo. Parlano di esperienze che si vivono e le consapevolezze derivanti da esse.
Parlano di emozioni, come l’amore, la rabbia, la malinconia, la paura, l’affetto.

Come e dove ti vedi tra dieci anni? Cosa speri ti riservi il futuro? EP a parte, hai altri progetti in mente?

Ora mi sto dedicando completamente a questo, e sto scoprendo giorno per giorno come si evolve e cambia. Contemporaneamente ai live, mi sto dando il tempo e l’attenzione per comprenderlo a fondo, in quanto non è scontato riuscire a farlo.
Lo scrivere è principalmente una traduzione razionale di ciò che viviamo, ma questa traduzione è di per sé chiaramente composta da tantissime sfaccettature, e tantissimi concetti racchiusi in poche parole. Mi sto prendendo cura di loro e dei suoni sui quali scorrono, per far si che chi le ascolta possa immergersi nel mondo che ha voglia di esplorare, in un mondo che diventi anche un po il proprio.
“Come ti vedi tra dieci anni” è un po come chiedere “Cosa vuoi fare da grande”, non mi ci soffermo, mi piace vivermi giorno per giorno, o meglio periodo per periodo e fare ciò che capisco di voler fare.
Fin’ ora mi hanno sempre portato alla bellezza (intesa come soddisfazione).

A cura di Federico Pilla

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