I SETTE PALAZZI CELESTI @HANGAR BICOCCA

1951

A cura di Virginia Battaglini e Chiara Cecchi

Sefiroth. Melancholia. Ararat. Linee di campo magnetico. JH. WH. Torre dei Quadri Cadenti.
Meglio conosciuti come “I Sette Palazzi Celesti”, una delle più monumentali installazioni permanenti di arte contemporanea al mondo, gratuitamente accessibile al pubblico presso l’Hangar Bicocca dal 2004, anno di nascita della fondazione. Si tratta infatti di una serie di strutture verticali di altezza compresa tra i 14 e i 18 metri, realizzate in cemento armato e piombo per l’impressionante peso complessivo di 630 tonnellate.
Creati dal tedesco Anselm Kiefer (classe 1945), ognuno degli imponenti palazzi racchiude in sé i temi principali esplorati nel corso della sua ricerca artistica, profondamente influenzati tanto dalla storia tedesca quanto dalle diverse culture con cui è entrato in contatto durante i suoi numerosi viaggi.
Sefiroth: cronologicamente la prima ed essere realizzata, è anche la più bassa (14 metri); è coronata da una pila di libri in piombo e presenta dieci scritte al neon indicanti le così dette Sefiroth, riportate dalla Cabala come emanazioni di Dio. L’artista decise in seguito di tenere i neon spenti per non conferire una vitalità estranea all’opera che invece si presenta come un complesso di strutture in rovina.
Melancholia: sulla sua sommità è stato posizionato un poliedro, utilizzato da Kiefer per richiamare una famosa opera (da cui il titolo) del maggiore incisore tedesco del ‘500 Albrecth Dürer, divenuta celebre come emblema della figura eclettica e malinconica dell’artista. Sparsi ai piedi della torre le “stelle cadenti”, una serie di lastre di vetro e strisce di carta contrassegnate da elenchi numerici, gli stessi utilizzati dalla Nasa nella classificazione dei corpi celesti.
Ararat: deve il suo nome al monte su cui, secondo il testo biblico, si arenò l’Arca di Noè. In contrasto al messaggio salvifico dell’Arca, Kiefer pone un galeone in piombo sulla cima del terzo palazzo a simboleggiare la distruzione che seguì l’esperienza del colonialismo spagnolo.
Linee di campo magnetico: con i suoi 18 m è il più maestoso dell’intero complesso. È caratterizzato da una pellicola cinematografica in piombo che lo percorre in tutta la sua altezza; a causa delle proprietà del materiale la luce non può impressionarvi alcuna immagine e questo dà adito a molteplici interpretazioni di cui la più immediata fa riferimento al tentativo nazista di cancellare le minoranze etniche.
JH&WH: sono le lettere al neon che campeggiano su queste due “torri gemelle” riferendosi alla parola Jahweh, termine impronunciabile per gli ebrei. Entrambe sono circondate da undici meteoriti in piombo che richiamano alcuni testi della Cabala e la data tristemente nota dell’11 Settembre.
Torre dei Quadri Cadenti: la prima visibile entrando nell’Hangar e l’ultima realizzata. È caratterizzata dalle molteplici cornici di ferro contenenti lastre di vetro infrante che pendono dalla sua struttura fino a depositarsi sul pavimento.

Quella di Kiefer è un’arte complessa in cui convivono riflessioni sui più importanti avvenimenti della storia contemporanea e passata (primo fra tutti la tragedia dell’olocausto), con riferimenti agli antichi complessi monumentali sempre presentati sotto forma di rovine a simboleggiare l’incapacità dell’uomo di elevarsi fino a Dio. Ci sembra importante sottolineare quanto egli abbia a cuore il tema della responsabilità e del ruolo dell’artista tedesco nel panorama post bellico e quanto non abbia mai cessato di interrogarsi a proposito nell’arco di tutta la sua carriera.

Ci vorrà ancora qualche giorno perché l’installazione venga ripristinata in tutte le sue numerose componenti, poiché il piano pavimentale è stato modificato in occasione della giornata di lavoro “Le Idee di Expo verso la Carta di Milano” tenutasi a Febbraio nelle navate dell’Hangar.

Per scoprire tutti i significati nascosti nell’opera consigliamo di sfruttare la visita guidata gratuita che lo staff mette a disposizione ogni domenica pomeriggio.

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