His Clancyness @ Radio Popolare (Milano)

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Venerdì 24 marzo hanno suonato a Radio Popolare gli His Clancyness.
Arriviamo alla sede della radio abbastanza presto e fuori dall’auditorium c’è ancora poca gente, così come all’interno del bar. Credevamo di essere arrivati giusti giusti e invece abbiamo anche il tempo per prenderci qualcosa da bere e fumare una sigaretta. Pian piano, la gente comincia ad arrivare e a prendere posto nella sala che di lì a poco vedrà esibirsi Jonathan Clancy e compagni.

L’ultimo album risale ad ottobre dello scorso anno: Isolation Culture è un lavoro realizzato e registrato da vera band, a differenza del precedente Vicious, che è stato scritto interamente dal musicista canadese.

Quando entriamo nell’auditorium, l’intervista alla band è già cominciata. A turno rispondono alle interessanti domande che gli vengono poste dallo speaker e capiamo un po’ come è nato l’album, come è stato registrato e più in generale come se la passa la band bolognese in questo momento. Le sedie vuote sono sempre di meno e, quando il gruppo inizia a suonare, la sala è discretamente piena.

Non deve essere semplice per gli His Clancyness, così come per la maggior parte delle band in circolazione, esibirsi di fronte ad un pubblico seduto, ma la ‘situazione radiofonica’ lo richiede e quindi si aprano le danze. Tra i primissimi pezzi sentiamo subito Pale Fear, uscito anche come singolo e di cui è stato girato l’unico video relativo ad Isolation Culture. Non è l’unico brano dell’album che, una volta entrato in testa, fatica ad uscirne. 

Il concerto continua e la band non si fa troppo influenzare dalla ovvia mancanza di atmosfera, proponendo il meglio del proprio repertorio tra pezzi vecchi e nuovi. La chitarra martellante si amalgama alla perfezione con le tastiere di Giulia che, oltre ad essere organo e sintetizzatore del gruppo, è l’autrice della bellissima copertina del disco e delle foto contenute nello stesso.

Con il procedere del concerto, il pubblico inizia scaldarsi e lo si può capire dagli applausi sempre più convinti a cui si lascia andare. Nel frattempo l’addetto ai lavori di Radio Popolare esce dalla cabina di regia per riferire alla band che rimangono otto minuti prima del Gr delle 22.30. A questo punto, gli His Clancyness si esibiscono nell’ultimo pezzo: un climax del suono conclusosi proprio allo scadere dovuto alle tempistiche radiofoniche.

Finiti i bis ci alziamo e usciamo dall’ auditorium con la strana sensazione di non aver assistito ad un concerto tradizionale. Anche se la band non ci ha fatto mancare assolutamente nulla, sia dal punto di vista del suono che dello spettacolo.
Obiettivo raggiunto, considerando che il giorno dopo nelle mie cuffie non passava altro che i dodici brani e i 43 minuti di Isolation Culture.

Unica nota negativa: la mia scarsissima situazione pecuniaria non ha permesso ad una bellissima maglietta bianca di spostarsi dal bancone merch di His Clancyness all’armadio della mia umile dimora.

A cura di Andrea Bonn

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