Hearthstone: WoW in 2D

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Il titolo può essere inteso sia come acronimo di World of Warcraft, gioco di cui Hearthstone è figlio (anche se recentemente ne ha eliminato il riferimento nel sottotitolo), sia come esclamazione di stupore. A vostra scelta.

Hearthstone (Hs), come detto, è uno dei numerosi figli, figlioli e figlioletti di Wow, il più popolare degli Mmo nato nel 2004 e mantenutosi in vetta fino ad oggi (il quale è a sua volta figlio di libri e fumetti, risalendo indietro fino ad Adamo ed Eva), di cui usa nomi e personaggi. E’ un giochino di carte collezionabili interamente virtuale nato nel 2014, ed è il leader mondiale nel suo campo con più di 50 milioni di utenti. I suoi punti di forza sono molteplici:

– È aggratis. Sembra poco, ma un gioco di questa qualità free to play è raro come trovare un alpino sobrio. Essere in contatto con milioni di utenti da tutto il mondo senza spendere un centesimo è davvero notevole;

– È multipiattaforma. Il Battle.net, sito ufficiale della casa produttrice Blizzard, consente di sincronizzare lo stesso account su tablet, telefono e pc, giocando con lo stesso profilo su tutti i device;

– Ognuno lo gioca come vuole. Hs ha un’infinità di modi in cui può essere approcciato (anche se, come con le ragazze, quelli utilizzati sono molti meno). Ogni mazzo ha un eroe (sono 9 in totale), che ha un potere diverso e alcune carte esclusive che gli altri non hanno. Ognuno si crea il proprio mazzo con 30 carte in cui può decidere se fare partite amichevoli o classificate, sempre e solo contro altri giocatori reali. In base al rank finale, ogni mese si viene premiati;

– È in continua evoluzione. Ogni anno vengono rilasciate due espansioni (di solito circa 150 nuove carte l’una) e un’avventura, circa 15 bossfight contro l’IA per una quarantina di carte (oltre alla difficilissima modalità eroica, che richiede mesi per essere completata). Da aprile 2016 è stata introdotta la rotazione delle carte: ogni anno saranno giocabili soltanto i contenuti usciti nell’annata in corso e in quella precedente nel formato Standard, mentre in quello Selvaggio le carte ci sono tutte tutte.

– È carino e puccioso. La Blizzard è famosa per la sua attenzione alle cose sbrilluccicose e fondamentalmente inutili. Ogni carta ha un suo suono/frase di entrata, di attacco e di morte, gli eroi hanno particolari interazioni fra di loro e ci sono delle specifiche carte dorate: sono uguali a quelle normali ma al posto del disegno statico hanno un’animazione. Per ottenere nuove carte ci sono le buste, apribili circa una ogni due giorni, a meno naturalmente di pagare. Figurarsi. Oltretutto dal mercoledì alla domenica c’è la Rissa, modalità di puro cazzeggio che consiste in partite con regole particolarissime (magie a bizzeffe, servitori 1/1…).

Oltre a quelle belle cosine, che fanno di Hs un gioco di cui tutti generalmente hanno sentito parlare, ci sono due pecche del gioco, che fanno parte della sua natura:

– Ha un peso enorme. Non nel senso che il telefono diventa di cemento, nel senso che occupa 800 Mega di app e ogni due mesi si aggiorna completamente, necessitando di altri 800 Mega (che poi tornano alla grandezza consueta con la sincronizzazione), per un totale di 1,6 Giga di memoria. Tantini. Consuma pochissimo Internet, ma le animazioni potrebbero andare a scatti.

– È come avere un animaletto domestico. Devi stargli dietro quasi tutti i giorni. Ogni giorno infatti viene data una nuova missione con un premio in oro, se se ne accumulano più di tre, la quarta viene cancellata. Il che vuol dire che se un giorno non si è riusciti a fare la missione, il giorno dopo bisognerà farne due altrimenti si perderanno occasioni di guadagno. In media ogni missione richiede 4-5 partite per essere completata, ma non tutti hanno lo sbatti di accudire Hs ogni santo giorno.

In totale, il gioco è ottimo. Fino a qualche anno fa, sembrava impossibile portare un gioco di carte totalmente nel mondo virtuale. Hs ha dimostrato che non è così, creando un format di enorme successo (l’ennesimo Blizzard) e che ha aperto una strada, battuta ad esempio da Magic o dal recente Gwent, spin-off di The Witcher. Una rivoluzione che per ora non a rivali.

VOTO: 9 biscottini su 10

A cura di Stefano Francescato

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