GOLA

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Arte e Scienza del Gusto

a cura di Edoardo Donati

Gli ingordi danteschi si rotolavano tragicamente nel fango come gli animali che avevano imitato in vita. Oggi a parlare di cibo non ci sovvengono le immagini mistiche dell’Alighieri e il rapporto sacrale con la provvidenziale pietanza, involucro transustanziale eppure pericoloso albergo del peccato, ha lasciato spazio a una vera e propria cultura culinaria a trecentosessanta gradi. La cucina è parte fondamentale dello stile di vita di ognuno, marca identitaria, fonte di aggregazione e polemica, fa notizia e nutre il pubblico di innumerevoli programmi televisivi, tanto più se parliamo di quella italiana.1798531_420045591465018_2021057628_n

Dopo che culinaria è diventata anche la globalizzazione, il vanto nazionale in materia non è rimasto immune a quel processo di reazione che in tanti ambiti culturali ha rispolverato i valori della differenziazione e dell’unicità: ha dichiarato guerra al junk food e ha preso le distanze dalle caricature “devianti” figlie dello sdoganamento degli ultimi decenni. Mentre gli italiani ritrovano l’orgoglio a tavola (non certo sui giornali) e sigle quali DOC, DOP o IGP sulle etichette sventolano come stendardi in spacci e supermercati, la scienza ha fatto la sua parte sviscerando i segreti di quel piacere primitivo ed essenziale che risiede nel gusto e…oltre.

Ce ne parla “GOLA – Arte e Scienza del Gusto”, mostra prodotta dalla Fondazione Golinelli presso La Triennale di Milano. Proprio mentre la città si prepara all’Expo “alimentare” 2015 e statue arcimboldiane spuntano qua e là nel trambusto febbrile dei preparativi, è il caso di dire “de gustibus est disputandum”. Non in merito alle…amare polemiche che l’evento precedono e probabilmente seguiranno, bensì alle scoperte scientifiche e ai linguaggi artistici che il cibo hanno in oggetto. Cinque aree tematiche introdotte da filmati divulgativi si affacciano su un ricco menù di istallazioni e opere visuali (con molti esempi di performance art). Ciascuna ci racconta che molto più del semplice gusto ha a che fare con il nostro apprezzamento del cibo in ogni sua forma, in un’ottica globale ottenuta integrando i diversi contenuti in un insieme coeso, proprio come tutti i cinque sensi si combinano al momento dell’assaggio e gli ingredienti contribuiscono tutti alla pietanza finale.

Il rapporto di ispirazione-identificazione tra Paul Auster e Sophie Calle concreta il delirio maniacale di una dieta cromatica, che risulta di un sorprendente impatto estetico. Avvolgenti involucri di nylon si incurvano in protuberanze odorose. 1900179_420045374798373_1182354176_nL’approccio al cibo diventa atto teatrale, lubrico e ipnotico. Il suo consumo sfocia in una incontenibile frenesia sessuale, poiché i due mondi sono fratelli e si rifanno entrambi ai nostri potenti centri del piacere. Le strategie che ci spingono a procurarci il nutrimento e a selezionarlo sono le stesse che ci trascinano verso l’irresistibile bisogno riproduttivo, in un continuum tra l’innato e l’appreso, il personale e il collettivo. Tanto sentiamo dentro di noi lo slancio, tanto impariamo da chi ci circonda a dirigerlo. Le abitudini alimentari cambiano da cultura a cultura, nel tempo e nello spazio, né per questo tradiscono il bisogno che le origina.

Ecco che in modo “dantesco” l’eccesso diviene davvero vizio peccaminoso e talvolta dannoso. I creatori ci mettono in guardia dai cibi “truccati”, attentamente pensati per iperstimolare le terminazioni nervose e generare una fame innaturale e incontrollata. Esse sono inoltre portatrici di disagi oggi sulla…bocca di tutti, quali l’obesità e le patologie che ne derivano, oltre a veicolare un nuovo contrassegno di disuguaglianza, in quanto colpiscono soprattutto coloro che il cibo lo desiderano conveniente.

Il percorso sincretico e “orgiastico” di GOLA, come farebbe un piatto di raffinata nouvelle cuisine, ci appaga ma non ci sfama. Ce ne andiamo desiderosi di saperne di più, e un po’ storditi da un cammino stimolante ma forse un poco chiassoso, denso com’è di filmati illustrativi e di performance (anche sonore). Inoltre, a discapito del forte desiderio di comunicare il bisogno di concepire l’esperienza della nutrizione come totalizzante, rimane essenzialmente visivo, a parte l’interessante parentesi sugli aromi vinicoli in chiusura.1779203_420045738131670_928329114_n

Dispregiando il peccato di colui che del cibo abusa sfregiando se stesso come uomo e coloro che di cibo non ne hanno, il poeta coglieva nel segno. Oggi, affamata di gloria, la città si prepara alla sfida di tracciare un percorso verso il futuro di quella “nutrizione” che nel suo senso più ampio costituirà il fil rouge dell’Expo ormai alle porte. Lo fa con GOLA, un assaggio di quell’universo sospeso tra corpo e psiche, tra arte e scienza, tra sacro e profano.

Per saperne di più:
GOLA

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