Il giovedì sul divano: Arance e martello

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Buon giovedì voxiani!

Oggi ci eravamo svegliati con la voglia di fare la rivoluzione, poi però, s’è fatta na certa e abbiamo optato per la visione di un film.

Solo che la voglia di rivoluzione non era andata del tutto via, per cui abbiamo unito la comodità la nostro amatissimo divano  con questo momentaneo spirito sovversivo. L’unico film che poteva venir fuori da questa combinazione era: Arance e martello.

Insegnamenti del film:

  1. se siete in disaccordo sul piano politico, unitevi sotto il nome di Totti, nessuno può odiare il Pupone
  2. la politica è qualcosa di splendido e di cui avere il massimo rispetto, ma a volte, una bella occupazione  è molto più utile
  3. una scheda nulla può essere più problematica di quanto crediate
  4. nel caso in cui siate gli unici a registrare un avvenimento che potrebbe diventare un documentario da Pulitzer, attenti alla telecamera

 Citazione preferita:

-Chi è?

-So i fasciti!

-I fascisti? A st’ora? D’agosto

(Trieste e Armando)

Arance e martello è perfettamente diviso tra le riprese canoniche e quelle fatte da Diego Bianchi con la sua telecamera con la quale dà alle scene un taglio documentaristico. Il film (del 2014) si svolge nel 2011 a Roma, richiamando la stessa situazione politica di allora. Dopo la decisione del sindaco della città di far chiudere  un mercato rionale, i commercianti si rivolgono a un gruppo di attivisti del PD affinché facciano qualcosa per aiutarli.  Dopo essersi riunita, però, la sezione del partito non riesce a comunicare alcuna notizia concreta ai commercianti. Questi, delusi e disperati occupano la sede del partito, minacciando di darle fuoco nel caso in cui non vi sia una revoca alla delibera del sindaco. Durante l’occupazione si vengono a creare una serie di situazioni surreali e di equivoci  esilaranti che alla fine porteranno a…

Anzi no, non ve lo diciamo a cosa porteranno, scopritelo voi.

A giovedì prossimo!

a cura di Caterina Palazzo

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