Il giovedì sul divano: Casablanca

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Buon ultimo giovedì dell’anno popolo di Vox. Prima di chiudere del tutto il 2015 è bene rispolverare un po’ le basi del grande cinema. Oggi, infatti, vi proponiamo, direttamente dal 1942,  il film più romantico di tutti i tempi: Casablanca.

Regole:

  • munitevi di fazzoletti prima dell’inizio. È vero che siamo tutti grandi e nessuno piangerebbe mai per un film, ma per precauzione…
  • se la tristezza sta per prendere il sopravvento, ridete un po’ pensando che Humphrey Bogart ha indossato delle scarpe abbastanza particolari per sembrare più alto.

Qui una testimonianza fotografica:Il giovedì sul divano Casablanca

Citazione preferita (praticamente obbligatoria):

“Louis, penso che questo sia l’inizio di una bella amicizia”.

(Rick)

Il film è ambientato durante la II Guerra Mondiale.

Gli europei si ritrovano a Casablanca con la speranza di ottenere un visto per gli Stati Uniti. È qui che i destini di Rick (Humphrey Bogart) e Ilsa (Ingrid Bergman) si rintrecciano.

Lui gestisce un locale, il Rick’s Café Américain,  lei è la moglie di un combattente della Resistenza: Victor Laszlò (Paul Henseid).

Questi ultimi sono ricercati dai funzionari del regime francese e hanno bisogno dei visti per poter fuggire.

Si scopre, però, che Rick ed Ilsa sono stati amanti a Parigi nei giorni della sua occupazione e i due si riscoprono ancora innamorati a Casablanca.

Tuttavia: “i problemi di tre piccole persone, non contano  in questa immensa tragedia”.

Rick, da uomo cinico e neutrale rispetto alle vicende mondiali,  durante la storia si ricorda quanto valga la pena aiutare gli altri e questo blocca un po’ la tristezza di chi guarda. Solo così, infatti, riusciamo a dare un senso a tutto quel che accade ai protagonisti.

Godetevi quest’ultimo giorno del 2015  guardando questa pietra miliare del cinema mondiale e poi  preparatevi al conto alla rovescia per il  2016.

Noi ci saremo con nuovi articoli, pronti a suggerirvi film per tutti i gusti.

Vi diamo appuntamento all’anno prossimo.

Buon giovedì!

A cura di Caterina Palazzo

 

 

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