GIOVANNI TRUPPI @ INIT: LIVE REPORT

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A cura di Federico de Feo

Sabato sera, 14 marzo, penso di aver assistito a uno dei concerti più belli e genuini di sempre. Giovanni Truppi, il nuovo cantautore italiano 3.0, racconta con una ricercatezza e allo stesso tempo semplicità la sua vita, facendoci entrare nel mondo che lo rappresenta.Dopo la bellissima data zero a Napoli, finalmente arriva all’Init di Roma. Sono uno dei primi ad arrivare, il locale è ancora semi deserto, assisto al soundcheck di Giuseppe Liuzzi, cantautore pugliese che sicuramente rappresenta una delle belle scoperte della serata. Poco dopo intravedo Giovanni che in maniera molto minuziosa sistema, nel suo stand, varie magliette che raffigurano la copertina del disco omonimo e si intrattiene con alcuni fan già arrivati.Il locale comincia a riempirsi dal cortile spazioso alla sala principale che ormai raccoglie il numerosissimo pubblico accorso, che va dalla ragazza adolescente con la madre a me che sto con la mia birra sottobraccio. Il palco comincia ad illuminarsi, l’attesa sta per terminare, e finalmente Giovanni si presenta con la band che lo accompagna per questo tour, composta da Francesco Motta ( Criminal Jokers, Nada) e Luciano Turella.

Si comincia subito a stecca con il singolo Stai Andando Bene Giovanni, primo singolo dell’album, che ormai è conosciuto da tutti a memoria, tant’è che alcuni fan lo rincuorano urlando: “Non ti preoccupare Giovanni stai andando bene”. A seguire la bellissima Superman, uno dei brani più divertenti dell’artista. Il concerto prosegue in una fantastica miscela di canzoni tratte dal precedente album, cantate intensamente da tutto il pubblico, più canzoni del nuovo album con inediti. I musicisti che lo accompagnano riescono a unire magnificamente le armonie di ogni singola canzone. Il momento più emozionante è sicuramente quando Giovanni si sveste della sua band rimanendo completamente da solo, con la veste che gli si addice di più. Una toccante Eva, eseguita dall’artista in maniera splendida, accompagnandosi solo con il suo magnifico pianoforte, apre questa seconda parte, per proseguire con Come una Cacca Secca, solo chitarra e voce, che ci narra di una storia d’amore come solo Giovanni sa raccontare. L’ultima parte del concerto è sicuramente caratterizzata da canzoni come Hai Messo Incinta una Scema, in cui si ride quasi tutti compreso il nostro amato artista, per proseguire con La Domenica, brano carico di una sensibilità altissima che lascia di stucco tutto il pubblico. Il tutto si conclude con una bellissima Giovinastro urlata da tutti a squarciagola.

Giovanni è un artista al di fuori degli schemi tradizionali, si serve della musica e delle parole per racconta la sua vita e la sua storia, ma facendo questo parla anche di noi con le nostre storie e con i nostri pensieri trafugati da un mondo, che come dice lo stesso Giovanni, è un po’ come te lo metti in testa.

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