GIORNATE FAI PRIMAVERA 2015

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A cura di Francesca Maria Montanari

“ – Voglio innamorarmi in primavera
– Beh, ci siamo quasi
– Ma proprio il 21 ( e io aggiungerei anche il 22 )
– Io il 21 sono libero! “

Guido Catalano

Milano,18 marzo 2015. È ricominciata la settimana e routine, pioggia e caos si intersecano in questi ultimi giorni grigi di retaggio invernale: c’è chi se ne starebbe ancora per un po’ in letargo, chi sfoglia nevroticamente l’agenda per trovare un momento libero per respirare e chi, come me, ha già la mente rivolta al prossimo weekend. “Perchè?!” molti di voi si chiederanno, e la risposta è molto semplice.

Il weekend di Sabato 21 e Domenica 22 marzo 2015 arriva la Primavera e quale cosa migliore, miei cari giovani amanti della Bellezza, che accoglierla con un innamoramento? Un innamoramento nei confronti di una città, la nostra Milano, che guardiamo tutti i giorni di corsa senza vederla mai davvero, impegnati come siamo a farci spazio fra i pensieri, gli impegni e le incognite, che si accavallano nella nostra mente, senza renderci conto che dietro portoni, cancelli e giardini ci sono dei luoghi che nessuno avrebbe mai potuto immaginare! E questo tesoro, come ogni anno, ci viene donato dal Fondo Ambiente Italiano, il FAI, il quale in occasione delle Giornate di Primavera, che quest’anno avranno luogo nel weekend di Sabato 21 e Domenica 22 marzo 2015, offre in tutta Italia visite guidate gratuite in Beni solitamente non accessibili al pubblico per via del loro valore e pregio.
La delegazione FAI di Milano, inoltre, quest’ anno ha fatto una scommessa ulteriore, perché, per la PRIMA volta, in occasione della 23ª Edizione delle Giornate FAI di Primavera, ha affidato al Gruppo FAI Giovani della città l’apertura e la gestione di quattro luoghi speciali fra i Beni che verranno presentati al pubblico in tutta la provincia Lombarda.
Luoghi simbolo della città e del nostro Paese, grattaceli che squarciano il cielo di Milano e palazzi incastonati nel centro storico che per la prima volta si spalancano al pubblico: questo è Giornate FAI di Primavera 2015. Questo è FAI Giovani Milano.

Se amate l’architettura “pura come un cristallo” non potrete fare a meno di visitare il Grattacielo Pirelli. Fu commissionato a Giò Ponti dalla Pirelli al fine di creare il nuovo centro direzionale nel cuore della città, simbolo e testimonianza della salute dell’industria di quegli anni. Nel 1960, il grattacielo fu inaugurato in piazza Duca d’Aosta e conquistò il titolo di edificio più alto dell’Unione Europea, fino al 1966, anno in cui ha dovuto cederlo alla South Tower di Bruxelles. Il Palazzo Pirelli è fresco e moderno nell’aspetto, strutturato su una pianta composta da due poligoni speculari accostati, i quali gli conferiscono una superficie sfaccettata e “a diamante”. Tale pianta “a diamante” è stata l’ispirazione per altri famosi grattacieli, come il MetLife Building di New York e la torre del Banco Atlantico di Barcellona. Nel 1978 il grattacielo viene ceduto alla Regione Lombardia che ne fa la sua sede centrale. Per ospitare tutti i suoi uffici, la Regione affida i lavori di adeguamento prima a Bob Noorda ed Egidio Dell’Orto, poi a Vico Magistretti. Nel 2004 il palazzo è stato sottoposto a un secondo restauro, a causa dell’incidente aereo subito nel 2002. In questa occasione i lavori restituiscono alla torre parte del suo aspetto originario – come le facciate continue e le tessere in ceramica che la ricoprono sui lati – e trasformano il 31esimo piano, l’ultimo, in una terrazza panoramica.
Per coloro che sono appassionati di televisione e radio, perché non provare l’entusiasmo di trovarsi negli studi televisivi dei programmi che hanno fatto la storia del nostro Paese?! Non tutti lo sanno, ma è a Milano che è nata la televisione italiana. Le prime trasmissioni televisive sono state messe in onda nel 1954 da Corso Sempione 27, che da quel momento diverrà la Sede della RAI. L’imponente palazzo dalla facciata razionalista, disegnato da Giò Ponti e Nino Bertolaia, è stato progettato suddividendo in modo ragionato gli spazi destinati a uffici, teatro e trasmissioni radiofoniche e trovando soluzioni in grado di fornire un’acustica molto vicina alla perfezione. È qui che l’85% di tutti i programmi TV venivano realizzati e ben presto, insieme all’antenna ad esso adiacente, l’edificio è divenuto il simbolo della vocazione modernista della città meneghina. Nel 1962, per via della crescente richiesta di contenuti, furono costruiti i nuovi studi RAI Fiera, dove furono realizzate trasmissioni poi entrate nella storia, come “Lascia o raddoppia?” con Mike Bongiorno e “Portobello” con Enzo Tortora. Oggi il Centro di Produzione Milano è ancora molto attivo e si è ulteriormente ampliato con gli studi di Via Mecenate 76. La sede storica di Corso Sempione è oggi considerata un museo del costume italiano, per via della grandissima quantità di abiti di scena, pellicole e arredamenti originali lì conservati.

Un’altra officina dell’arte che gli appassionati non potranno farsi scappare, perché lì avranno l’occasione di conoscere i segreti che si celano dietro ad un sipario, è il Teatro e Accademia dei Filodrammatici, che nasce dall’intraprendenza di un gruppo di giovani borghesi nel 1796, quando l’esercito di Napoleone era appena entrato in città. Grazie al benestare concesso dalla Municipalità, al gruppo venne affidato il teatro del Collegio dei Nobili, il luogo in cui furono fondati il “Teatro Patriottico” e la “Compagnia del Teatro Patriottico”, i quali rappresentano i primi passi verso la successiva istituzione dei Filodrammatici. Qualche anno dopo, i Padri Barnabiti rientrarono in possesso del Collegio dei Nobili, da cui erano stati precedentemente cacciati, e il Teatro Patriottico dovette cambiar sede. Gli fu concesso l’utilizzo della ex-chiesa di San Damiano alla Scala, ormai sconsacrata. L’architetto Piermarini, che già stava lavorando all’adiacente Teatro Alla Scala, doveva inizialmente occuparsi del progetto, ma in seguito fu curato dall’architetto Luigi Canonica, il quale decise di non demolire, ma piuttosto di riadattare la ex-chiesa alla nuova funzione. Nel 1800 i lavori furono ultimati e nel 1805 il teatro cambiò nome divenendo “Accademia de’ Filodrammatici”, insieme all’istituzione della “Scuola di Arte Drammatica” che oggi è una delle più antiche d’Europa. Nel 1848 ebbe luogo l’ultima rappresentazione prima della chiusura dovuta alle agitazioni delle Cinque Giornate di Milano, e così rimase fino al 1851. Nel 1885 il teatro riaprì, ma molti furono i cambiamenti e i danni che la struttura subì negli anni a seguire, a causa anche della guerra e dei suoi bombardamenti. Molte personalità illustri sono passate dal Teatro dei Filodrammatici – come ad esempio Vincenzo Monti, Carlo Porta, Ugo Foscolo, Cesare Beccaria ed Eleonora Duse – rivestendo ruoli vari e di prestigio.
Inediti fiori all’occhiello, aperti al pubblico per la prima volta in tutta la loro storia grazie al FAI, sono La Scuola Militare Teuliè e la Biblioteca Militare del Presidio di Milano. La struttura, intitolata al Generale Pietro Teuliè, fu fondata nel 1802 ed è la più antica delle istituzioni napoleoniche ancora esistenti in città. La storia di questo sito, in realtà, affonda le sue radici nel lontanissimo 396 d.C., momento a cui risalgono le prime notizie di cui siamo in possesso ad oggi. Qui S. Ambrogio trovò i corpi dei martiri Nazaro e del soldato Celso e in loro ricordo vi costruì un piccolo santuario. Nei secoli successivi, vi fu costruita una casa di carità per figli illegittimi e abbandonati, funzione che fu mantenuta nei secoli, fino al 1805, anno in cui fu trasformata nel Reale Collegio degli Orfani Militari, per coloro che desideravano intraprendere questo tipo di carriera. Tra andamenti alterni e passando attraverso la caduta di Napoleone, la dominazione austriaca e le Cinque Giornate di Milano e la Prima Guerra Mondiale, fu nel 1935, sotto Mussolini, che il collegio fu riaperto come Scuola Militare. Chiusa nuovamente durante la Seconda Guerra Mondiale, a più di cinquant’anni di distanza la scuola è stata definitivamente riaperta, e dal 1998 è un Istituto autonomo dove studiano cadetti provenienti da tutta Italia. Il vero gioiello custodito nella struttura, oltre alla sua evidente bellezza architettonica e le tracce delle varie epoche che ha attraversato, è la Biblioteca che contiene più di 75.000 volumi. I libri provengono principalmente dalla Biblioteca Militare di Chambery e dalle donazioni del prof. Adolfo Casanova. Tra i documenti qui preservati, sono presenti 31 preziosi manoscritti, di cui uno risalente al 1407, le rare edizioni del De Civitate di S. Agostino e le opere di Tommaso d’Aquino, Torquato Tasso e gli schizzi per la costruzione del Teatro Alla Scala disegnati dal Piermarini, solo per citarne una piccola parte.*

Arte, Storia, Architettura, Design NON SONO FORSE QUESTI I PROTAGONISTI PERFETTI PER UN INNAMORAMENTO?!

Il FAI vi aspetta sabato e domenica, dalle ore 10 alle ore 17 (orario rispettivamente del primo e dell’ultimo ingresso per le visite guidate), per ammirare, scoprire e salvare insieme la Bellezza del nostro Paese. L’Italia e Milano sono pronte, MANCATE SOLO VOI!

*La Delegazione di Milano, per il documento “Testi itinerari GFP2015”

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