La société des amis anonymes del artistes : Gillo Dorfles dentro il tempo a 107 anni

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<<Il giorno splende un istante ed è subito notte>> fa dire Beckett ad uno dei suoi personaggi in Aspettando Godot.

Gillo Dorfles, appena compiuti i centosette anni, sembra scardinare quest’affermazione trasformando il giorno in lunghi anni di lungimirante critica d’arte, attività pittorica e pensiero filosofico, riducendo la notte ad un puntino lungo la linea dell’orizzonte, guardato attraverso la lente di un miope che sembra a malapena distinguerlo. A venticinque anni, Gillo Dorfles si avvicina alla pittura attraverso composizioni surreali con una tecnica usata dai maestri del Quattrocento: la tempera grassa all’uovo. Fin da subito è chiara la sua matrice d’ispirazione che lo guiderà fino alla produzione più recente.

La sua ricerca, riduce la figuratività a semplici simboli pre-esistenti come la croce, il sole, forme archetipe che presiedono il campo del visibile e sono espressioni immediate di coscienza ed incoscienza. Guardando a Kandinskij e Klee, Dorfles afferra la natura primordiale delle cose, ritorna alla linea come elemento primario della forma e crea mondi possibili e fantastici su tela. La creazione di mondi immaginifici ed ideali non mira, però, all’astrattismo bensì a qualcosa che solo pochi anni dopo confluirà nel Movimento di Arte Concreta, di cui Gillo è pioniere insieme a Munari e Soldati nel 1948.

Gillo Dorfles dentro il tempo a 107 anni

L’arte concreta – il nome può ingannare –  è quella che rifiuta la mimesi, la riproduzione della natura, lo spunto dall’esterno ma che mira alla ricerca di forme pure, come fondamenta, basi di partenza e al tempo stesso di arrivo, del dipinto. Il segno muove il pennello, che si tratti di un’espressione grafica elementare consapevole o del tutto inconscia, e giunge a comporre una struttura in cui risiedono, nelle parole dell’artista stesso, <<i progenitori>> di ogni rappresentazione.

Una trama di ghirigori che intessono uno sfondo blu denso e corposo arrivando ad un livello di profondità altro da quello immediato e tangibile delle cose del mondo, di quelle che in termini platonici sono le entità terrene subordinate all’iperuranio. E sembra che proprio da lì, dall’iperuranio, Dorfles abbia chiamato all’appello le figure misteriose e fantastiche del suo periodo più recente, che dagli anni Settanta va ad oggi: il Fustigatore o il Vitriol, figura il cui acronimo chilometrico secondo gli alchimisti sta per “Visita l’interno della terra e, con successive purificazioni, troverai la pietra nascosta”.

Gillo Dorfles dentro il tempo a 107 anni

Dorfles, come in un’esposizione omnia inaugurata qualche anno fa a Roma, è dentro il tempo; sperimentatore e innovatore (che ha introdotto negli anni Sessanta il termine kitsch in Italia), ha tratto e trae la materia dall’inconscio, la adegua al contingente e la spinge lì dov’è la sorgente di tutto, la pietra nascosta, l’essenza madre.

Gillo Dorfles dentro il tempo a 107 anni            Gillo Dorfles dentro il tempo a 107 anni

A cura di Cecilia Angeli

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