Il 21 dicembre al Circolo Ohibò di Milano si è esibito Generic Animal.

In una Milano dominata da partenze pre festive, pranzi di natale e rincorse agli ultimi regali, si trova pace e calore nei meandri della fermata LODI TIBB: Ohibò e Costello’s ci hanno portato Generic Animal, classe ’95.

 

Emozionato e vestito tutto di nero Generic Animal si presenta sul palco: non è la prima volta all’Ohibò, ma è senz’altro l’ultima dell’anno 2018. Sullo sfondo un video proietta delle immagini di lui e della sua morosa, sono i ricordi di un’estate scorsa. Ci intima a fargli coraggio ed ecco che parte un “Vai Luca” dalla folla.
Il plus ultra di questo ragazzo di ventitre anni è la straordinaria sensibilità che si porta dietro per tutto il live, rendendo il concerto ancora più intimo e onesto. Quella di Generic Animal è un’esibizione che infatti non si risparmia: ci fa assaporare il suo percorso, dal recente album Emoranger, prodotto da Zollo che è presente in serata,  al il ricordo ai Leute (band di cui precedentemente ha fatto parte) con “Us Limpid”. 

Il live viene inoltre arricchito dalla presenza di ospiti molto diversi tra loro. I primi a presentarsi sono i Tauro Boys, che aggiungono un tocco di romanesco al live di Generic Animal: si esibiscono con “2004/2005” e “Dieci Ragazze”. Ma Luca è generoso e ci ha portato sul palco anche Mecna: affianco i due sembrano essere una versione strana del gigante e il bambino, eppure funzionano benissimo, il rapper ci canta “Un Drink o Due”, sullo sfondo Generic Animal lo accompagna suonando.

Infine Luca conclude con il brano che avrebbe voluto fin dall’inizio suonare da solo sul palco, ma che non ha potuto per una simpatica incursione durante il live: “Scarpe #1”,  diventa una perfetta chiusura per un ragazzino elegante, appunto.

 

A cura di Sara Palumbo

Commenti su Facebook
SHARE