Generatività sociale. Quando la bellezza si fa creatrice

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«Tutti gli uomini, o Socrate, sono gravidi secondo il corpo e secondo l’anima, e quindi in un certo periodo della vita la nostra natura brama partorire. Ma partorire nel brutto non è possibile, mentre è possibile nel bello. Amore è generare e partorire nel bello».

[Platone, Simposio]

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni al teatro Litta. Siamo sotto Natale e il teatro più antico della città di Milano si veste a festa per accogliere nelle sue stanze ricolme di bellezza persone che hanno fatto della bellezza un scelta di vita. Sorrisi, strette di mano, abbracci; le persone iniziano ad entrare un po’ alla volta nella sala seicentesca, lasciandosi alle spalle la nebbia, il buio e il freddo di un venerdì sera meneghino. “Da questa parte, prego”. La maschera ci invita ad accomodarci nei posti centrali, in attesa che lo spettacolo abbiamo inizio, allungandoci il programma dell’evento e una copia della rivista Vita.

Sul palco sono già sistemati degli strumenti musicali, pronti per un concerto: sono cestelli colorati, pentolini, batterie, chitarre. La sala va lentamente riempiendosi, mentre le casse audio del teatro sparano Restless, Singularity e Plastic dei New Order. Non facciamo in tempo a finire di goderci queste chicche musicali che all’improvviso le luci si spengono, il brusio si placa e compare una figura sul palco. Che la “Seconda giornata della Generatività Sociale” abbia inizio.

Spiriti Creatori. É il nome scelto dagli organizzatori per questa seconda giornata della Generatività Sociale. La generatività è un concetto innovativo coniato da studiosi di fenomeni sociali; ha a che fare con il generare, l’essere genitori, così come con la generosità, ma fa rima anche attività, novità. Tutto ciò visto dal punto di vista sociale. Volendo essere un po’ più precisi, «la generatività sociale è un paradigma per andare oltre la società dei consumi e le sue contraddizioni, nella consapevolezza che una nuova prosperità potrà essere raggiunta solo cambiando la relazione tra il desiderio che anima la vita di ciascuno e l’organizzazione sociale, economica e istituzionale che ci circonda».

L’evento al teatro Litta è organizzato da quello che è l’Archivio della Generatività Sociale, incubatore di storie, sostenuto dall’ARC (Centre for The Anthropology of Religion and Cultural Change) dell’Università Cattolica e da Vita, il portale della sostenibilità sociale, economica e ambientale, nonché voce del mondo non profit. Spiriti Creatori vuole essere una giornata di festa, dove dieci storie di generatività sociale vengono fatte conoscere al grande pubblico tramite gli interventi dei protagonisti. Sono loro infatti gli spiriti creatori, sono loro le persone che hanno il coraggio di vivere la meraviglia.

L’attore Mino Manni sale sul palco, prende la parola: «generatività è un’energia sociale capace di trasformare il contesto e toccare la vita di persone, imprese, associazioni, comunità e territori generando valore condiviso nel presente e nel futuro. Generatività è un’azione che diventa storia fatta di persone e volti da incontrare e conoscere». Sono i volti di tutti coloro che, tempo di concludere le prolusioni introduttive degli addetti ai lavori, si apprestano a salire sul palco.

Il format studiato è avvincente: una clessidra, dieci minuti di tempo, di cui la metà video e musiche, l’altra metà invece dedicate alle parole e ad un oggetto che ogni partecipante porta con sé come simbolo della propria attività. I dieci spiriti creatori vengono da tutta Italia e ognuno ha un’esperienza unica ed irripetibile da raccontare. C’è chi viene da lontano, come Eraldo Affinati, insegnante e scrittore romano, fondatore di Penny Wirton, scuola di lingua italiana per stranieri. Nata quattro anni fa, ha già avuto più di tremila allievi, ognuno dei quali educato da volontari in classi di massimo tre persone, in modo tale da riuscire ad instaurare un rapporto a tu per tu.

Oppure come le Officine Culturali di Catania, il cui rappresentate si presenta con una mazzo di chiavi del Monastero dei Benedettini di San Nicolò, simbolo delle porte che aprono grazie alle loro attività. C’è anche chi si imbarca per salvare vite umane: è la Fondazione Francesca Rava – NHP Italia Onlus, un equipe di dottori in prima linea nel prestare soccorso ai migranti al largo delle coste siciliane, in particolare alle donne incinta: 600 bambini sono nati grazie alla loro presenza salvifica.

Ci poi sono le imprese innovative, come per esempio la torinese SocialFare, catalizzatore e generatore di soluzioni per le pressanti sfide sociali dei nostri giorni, oppure come la modenese Neuron Guard, startup nata dall’idea di un dottore anestesista per sviluppare un sistema di protezione cerebrale per pazienti colpiti da ictus. Un’impresa che in pochi anni ha attirato l’attenzione addirittura della Silicon Valley e dell’università di Cambridge, ma che fa della collaborazione con le imprese del territorio il proprio punto di forza.

Si va nello spazio con D-Orbit, premiata come una delle 100 aziende più innovative al mondo: la loro missione è quella di rispondere al problema della rimozione dei satelliti obsoleti. Un team giovane e professionale, che fa della sostenibilità il proprio punto di riferimento. Queste storie raccontano di un’Italia che decide di non arrendersi alla narrazione pessimistica che alberga a livello comune, un’Italia che fatica, che si indigna, ma che trova la forza per osare nuovi percorsi, per inventare un nuovo futuro, per restituire dignità al nostro paese.

Magari esportando il made in Italy come fa Brandina, linea di borse e accessori realizzati coi tessuti dei lettini da mare della riviera romagnola. Oppure riqualificando uno dei borghi più belli d’Italia come fanno a San Benedetto Po (Mantova), dove i cittadini dal basso decidono di impegnarsi per tutelare il proprio patrimonio artistico e di aumentare la qualità della vita del territorio, attirando interessi internazionali, Unesco su tutte. C’è chi fa dell’inclusione di persone svantaggiate il proprio credo.

Nel bresciano nasce Cauto, cooperativa sociale che dal 1996 si occupa di stoccaggio rifiuti e che mette al centro della propria mission la valorizzazione di tutto ciò che viene scartato, dall’ambiente fino al recupero di persone emarginate. Nel veronese invece nasce Valemour, fusione di valore e glamour, percorso che favorisce l’inserimento di persone affette dalla sindrome di down nel mondo del lavoro tramite la creazione di accessori targati Geox.

Ricreare, dare un nuovo volto e schiudere un nuovo orizzonte a ciò che prima era nascosto, dimenticato, abbandonato: questo fanno gli innovatori sociali, questo fa la Banda Rulli Frulli, ultima a salire sul palco, progetto a cui noi di Vox siamo molto legati e che abbiamo già raccontato in passato. Percorso sperimentale nato nella scuola di musica “C. e G. Andreoli” di Mirandola (Modena), la banda fa della musica il mezzo per creare comunità, integrando ragazzi svantaggi e dando un nuovo volto a materiali di scarto, i quali vengono trasformati in strumenti musicali.

Di fatto sono questi ragazzi a calcare il palco per il gran finale di Spiriti Creativi, posizionandosi accanto agli strumenti che loro stessi hanno inventato, dando il là ad un frastuono armonioso. «Avanti salite sul palco, per questa ultima canzone abbiamo bisogno di tutti voi!» È la voce del maestro Federico Alberghini, che ci invita ad onorare così, in un clima di festa e gioia, l’epilogo della seconda giornata della generatività sociale. Tutti i partecipanti decidono di lasciare le comode poltrone per salire sul palco a ballare, battere le mani a ritmo di musica, guidati dai suoni potenti e inebrianti della banda, a testimonianza che ancora una volta la voglia di celebrare la bellezza ha vinto sull’immobilismo.

Sono due ore intense quelle di Spiriti Creatori, due ore nelle quali spesso le emozioni prendono il sopravvento. Ci si commuove a rivedere le immagini di chi ce l’ha fatta nonostante mille difficoltà, nonostante terremoti, gravi lutti personali, scetticismo. La commozione, come dice il termine stesso, è qualcosa che smuove, muove all’azione, invita a mettersi in cammino e ad assumersi la responsabilità di rischiare. Questi innovatori hanno osato intraprendere strade sconosciute, trasformando il dolore di un destino alle volte beffardo in una benedizione per tutta la loro comunità. Sono persone comuni gli spiriti creatori, coniugi, amici, fratelli che al termine dell’incontro si ritrovano a scambiare due risate e quattro chiacchierare davanti ad una fetta di panettone, lieti di condividere le loro esperienze. Una rete la loro spesso nascosta, tuttavia formata da giganti che vivono nell’ombra e che decidono ogni giorno di impegnarsi nella cura dei loro desideri e di chi li circonda. Gli spiriti creatori generano speranza. E di speranza ce n’è sempre bisogno, a maggior ragione in un paese come il nostro che troppo spesso si sente depresso e sfiduciato.

Usciamo meravigliati da questo incontro. La serata milanese ci sembra meno buia e nebbiosa del solito, saranno gli addobbi di Natale, sarà il prosecco con cui abbiamo brindato. Probabile. Ad ogni modo un vivo sentimento di gioia anima il nostro ritorno alla quotidianità; a loro va il nostro più grande augurio di continuare a generare nella bellezza.

A cura di Alessandro Melioli

 

Per saperne di più:

generativita.it

vita.it

eraldoaffinati.it/pennywirton

socialfare.org

deorbitaldevices.com

officine culturali.net

neuronguard.com

brandinatheoriginal.it

comune.san-benedetto-po.mn.it

cauto.it

valemour.it

bandarullifrulli.it

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