La settimana scorsa abbiamo avuto l’occasione di poter intervistare il regista Daniele Lince, in merito al suo ultimo progetto Fulmini e Saette vincitore di ben due premi nella 22° edizione del festival CortoLovere, un festival internazionale di cortometraggi che ogni anno si svolge nel rinomato borgo di Lovere, sul lago d’Iseo. Quello che possiamo sostenere senza dubbi è che abbiamo avuto la possibilità di intrattenere una conversazione con una persona cordiale, che ci ha parlato di carriera cinematografica, cortometraggi e termosifoni.

Questo progetto nasce all’interno del Laboratorio di Alta Formazione OffiCine, uno spazio creato dall’incontro tra lo IED e l’Anteo spazioCinema, con l’obbiettivo di organizzare progetti speciali che uniscano 3 ruoli specifici nella struttura creativa di un film: quello delle giovani promesse della filiera cinematografica che hanno già competenze tecniche nei diversi ruoli, quello dei Maestri del Cinema che sono coinvolti in qualità di docenti e quello delle aziende e delle istituzioni che sostengono i diversi progetti dando la possibilità di accedervi in forma gratuita. Riuscito a passare la selezione, Daniele si è trovato inserito in uno staff di gente che non conosceva, ognuna con un proprio compito assegnato, per poter soddisfare quello che le aziende partecipanti richiedessero loro.

Alla sceneggiatura viene assegnato Federico Fasulo, aspirante regista pure lui, che ha partecipato con noi insieme a Daniele e a sua moglie a questa intervista e ha potuto spiegarci meglio la difficoltà, ma allo stesso tempo anche l’opportunità, nello svolgere questo lavoro molto particolare. Tutti i progetti all’interno del laboratorio erano finanziati dalle aziende sostenitrici di questa iniziativa, perciò bisognava trovare il modo giusto di veicolare il messaggio da cui partiva tutta l’idea creativa. Il modo più giusto, ma allo stesso tempo anche quello più avvincente.

«Il nostro progetto era sostenuto dalla società Antrax, la quale si occupa principalmente di installazioni di radiatori e termosifoni per la casa e ci ha chiesto di legare al proprio prodotto una storia domestica che potesse in qualche modo ricollegarsi a loro», ci presenta così il corto Daniele.

«Si può dire che il nostro film sia un cortometraggio che non si occupa solo di contraddistinguere un oggetto di design, perché dietro c’è una narrativa e non solo l’esposizione di un prodotto»

riprende il discorso Federico, che successivamente continua spiegando come la storia sia stata pensata:

«l’idea della trama non è stata concepita immediatamente. Noi naturalmente volevamo creare qualcosa di accattivante, così attraverso un brainstorming abbiamo creduto di poter costruire la storia intorno alle azioni di un super eroe all’interno del proprio spazio casalingo».

«Ma la sola creazione di un personaggio coi super poteri non poteva bastare», aggiunge Daniele, «così abbiamo deciso di donare i poteri alla protagonista femminile che viene scoperta in casa dal proprio compagno e questa cosa inizialmente mette in crisi la coppia. L’intento del corto è anche provocatorio, ribaltare l’ideale di uomo forte e donna debole all’interno delle dinamiche domestiche ma allo stesso tempo cercando di mantenere la calorosità dell’ambiente familiare. L’intento della mia cinematografia è sempre quello di puntare un dito nei confronti dello spettatore, in modi più o meno evidenti».

Daniele Lince è un ragazzo di 35 anni, ha già una carriera abbastanza consolidata alle spalle e nel suo curriculum può contare una ventina di cortometraggi ben riusciti. Merito che condivide felicemente con la moglie, Elena Beatrice, la quale si destreggia insieme a lui nella carriera di regista e con grande entusiasmo ci annuncia che stanno studiando la realizzazione della loro prima opera di lungometraggio. Alcune volte il dover lavorare con gente che non si conosce direttamente può risultare più complicato, ma ciò non spaventa per niente la nostra coppia di registi innamorati:

«Io cerco di rimanere sempre in contatto con tutti quelli con cui ho lavorato e ho sempre trovato persone molto disponibili con me. Anche lavorare con due attori affermati come Carolina Crescentini e Mario Sgueglia si è rivelato molto proficuo e per niente difficoltoso. Carolina è sempre stata piena d’entusiasmo sul set, definendosi davvero felice di poter interpretare il ruolo di super eroina; mentre Mario è un attore con cui puoi sempre scoprire qualcosa di nuovo, sia su come lavora lui sia su come migliorare anche il tuo di lavoro», ci spiega Daniele alla nostra domanda su come possa essere diverso lavorare con professionisti che conoscano già le luci della ribalta.

Al festival CortoLovere di quest’anno, il corto ha ricevuto i premi come Miglior Film e Miglior Film Scuole di Cinema e Specializzati, riuscendo ad impressionare una giuria di tutto rispetto composta da Neri Parenti, Massimiliano Bruno e il critico Rocco Moccagatta. Due riconoscimenti giusti, che vanno a premiare l’ottima sinergia tra produttori e collaboratori e che incentivano l’opera artistica che attorno al genere cortometraggio negli ultimi anni si sta sviluppando sempre di più.

«I cortometraggi stanno cambiando» ammette Daniele. «Inizialmente erano visti quasi esclusivamente come rampa di lancio per poi arrivare alla creazione dell’ambito lungometraggio, ma adesso è un genere che sta acquisendo sempre più popolarità nel pubblico. Viene molto sfruttato sia per fini commerciali sia per la creazione di video musicali, e ciò ha comportato che raggiungesse un pubblico più vasto. Netflix e Amazon Prime stanno incominciando a caricare sulle loro piattaforme alcuni cortometraggi, e, in futuro, se si riuscisse a trovare il giusto canale di distribuzione si potrebbe sicuramente valorizzare molto di più il fattore creativo di questo tipo di produzione cinematografica».

La redazione ringrazia Daniele, Federico e Elena per la disponibilità dimostrata durante l’intervista.

 

A sinistra Federico Fasulo, a destra Daniele Lince

Daniele Lince in mezzo ai due attori protagonisti

Il momento della premiazione durante la serata del festival

 

A cura di Edoardo Marcuzzi

 

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