Fool Moon: Short Term 12

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Martedì 14 marzo, si è tenuto il primo appuntamento di Fool Moon, cineforum (universitario) indipendente e sociale a ingresso libero e gratuito. Il primo film della rassegna è stato Short Term 12.
Prima della proiezione di questo, però, è stato presentato il cortometraggio Mio fratello del regista Simone Bozzelli. Il corto racconta di Umberto (Lorenzo Picco) e Stefano (Andrea Arcangeli), due fratelli che, traslocando, si trovano costretti a condividere per la prima volta la stessa stanza. Stefano, il maggiore, ha l’età per lasciare casa ma deve badare ad Umberto, affetto da un leggero disturbo cognitivo e di concentrazione. Imprigionati dentro la quotidianità, i due fratelli vivono il paradosso della dipendenza: un bisogno disperato dell’Altro che si concretizza in una narcisistica ripetizione di io.

Short Term 12 è un film di Destin Daniel Cretton, con Brie Larson, John Gallagher Jr, Kaitlyn Dever, Stephanie Beatriz, Rami Malek.

Short Term 12 è un centro che si occupa di adolescenti in difficoltà – chi si taglia, chi ha tentato il suicidio, chi ha impulsi violenti – presieduto da due giovani supervisori, Grace e Mason, che si prendono cura di loro tentando di aiutarli.
Grace (Brie Larson) sa farsi rispettare e al tempo stesso sa come conquistare la fiducia dei ragazzi. Ma la sua corazza non è così dura come sembra, nasconde una fragilità interiore, di cui si scoprono a poco a poco le motivazioni. L’arrivo dell’autolesionista Jayden, costringe Grace a fare conti con il proprio passato e i demoni che il presente sta riportando a galla.

Il film si apre con l’inizio del tirocinio di Nate (Rami Malek, un Mr. Robot all’alba del suo successo) al centro. Dopo una serie di chiacchiere introduttive, si trova subito davanti alla prima fuga di Sammy, uno dei ragazzi del posto.
«Welcome to the Short Term 12, man» sentenzia Mason. E così, con lui, entriamo anche noi a far parte di questo mondo.

All’interno del film, tutto si muove intorno alla figura di Grace, contemporaneamente diamante e piuma, che si fa strada in un dedalo di rapporti con ogni personaggio, sbagliando e riscattandosi, alla ricerca dell’uscita dal suo labirinto interiore. La si scopre lentamente e soltanto con lo svilupparsi della storia la si impara a capire e ad apprezzare.

È un film di denuncia dove ognuno è vittima dei drammi che la vita lo obbliga ad affrontare. Ogni individuo è lo specchio del dramma e del tormento dell’altro. Le storie sono trattate con realismo e al tempo stesso con equilibrio, senza mai essere appesantite. Lo sviluppo del film rende lo spettatore sempre partecipe e vicino a ogni singolo personaggio, sapendo far commuovere autenticamente.
Si può dire un film dal gusto contemporaneamente dolce e amaro, che sconvolge emotivamente e che fa riflettere sulle questioni esistenziali e sulla possibilità di poter cambiare e di rivalsa di cui ogni individuo può esserne il fautore.

Qui potete trovare la rassegna con i film successivi. Il prossimo appuntamento si terrà martedì 21 marzo con la proiezione di Me & Earl & the Dying Girl.
Può essere un’ottima occasione per vedere un bel film, discuterne e passare la serata in buona compagnia.

A cura di Stefania Fausto

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