Folk Fest @ Arci Ohibò (Milano)

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Sabato 18 Febbraio si è tenuto all’Arci Ohibò il Milano Folk Fest, per il quale bisogna ringraziare l’Arci Ohibò stesso, I Distratti e The Roost.

Per qualcuno è stata una scoperta, altri erano irriducibili amanti del genere e dell’evento; c’era chi conosceva già le canzoni a memoria e chi semplicemente giocava a biliardo. La serata ha infatti rotto quello che è il rapporto frontale palco-pubblico, nelle due sale che compongono l’Ohibò, ovunque si volgesse lo sguardo si trovava un punto di interesse: bar, merchandise, due palchi e angoli dove sedersi a parlare o fumare una sigaretta.

Ma non possiamo farci distrarre, la scaletta è nutritissima e dobbiamo ascoltare ben sei performance diverse. Hanno infatti partecipato a questa serata: Francesco Di Bella, Gnut, Persian Pelican, La MUNICIPÁL, Milo Scaglioni e Emanuele Ammendola. Davvero tanta, ma tanta roba tutta insieme. Fortunatamente lo streaming radio di The Roost ha gestito i tempi della serata e ha fornito un’infarinatura per chiunque non conoscesse chi stava per salire sul palco.

Pronti, partenza, via: siamo dentro e non dimentichiamoci che vogliamo reggere fino al DJ-set. Neanche il tempo di acchiappare una birra e c’è Emanuele Ammendola con il suo contrabbasso a farci entrare nel clima, il fatto che il palchetto sia addosso ai tavolini e alla gente che vaga per l’Ohibò crea quell’atmosfera da raduno o festival, piuttosto che da semplice concerto.

Finita questa esibizione, rapidi bisogna cambiare sala, che gli onirici Persian Pelican sono praticamente già pronti. Il loro talento è apprezzabile soprattutto nella commistione tra folk e suoni pop ed elettronici, scoprire queste sperimentazioni così ben riuscite potrebbe valere l’intera serata. Ma delusioni non ne abbiamo oggi, continuiamo.

L’esigenza di riuscire a fare stare tutto in una serata impone un ritmo serrato, per una sigaretta abbiamo rischiato di perderci mezza esibizione di Milo Scaglioni. Non sia mai! Cantautore delicatissimo che ha attirato tutto l’Arci Ohibò a sedere davanti e sotto al suo palchetto. Pubblico premiato con un ottima performance e qualcuno è pure riuscito ad acchiappare al volo il bellissimo cappello nuovo di Milo.

The Roost introduce LA MUNICIPÁL, ma non ci facciamo fregare questa volta, puntiamo dritti al sottopalco. Potenti, indie e mainstream allo stesso tempo, tra qualche anno il pubblico di questa serata potrà vantarsi di aver assistito ai loro live prima della loro esplosione di successo.

Aridaje di ping-pong, si torna nella sala con il bancone del bar e il palchetto dove c’è Gnut accompagnato dal violoncello di Mattia Boschi. Abbiamo un cantautorato di quelli che non se ne vedono in giro da un bel po’, questo Folk Fest è ormai un roller coaster emozionale tra cambi di genere e talento dei musicisti.

Siamo arrivati all’ultima performance: Francesco Di Bella, il quale, accompagnato dalla sua band, ci presenta il suo nuovo e primo album da solista: Nuova Gianturco.

Riassumendo, questo Folk Fest è stato davvero un evento eccezionale, utile sia per chi ama il genere, sia per chi è mosso da curiosità. Non è stata una semplice serie di live, ma un vero e proprio convivio di musicisti e appassionati di musica dove la stessa idea di musica folk riesce a svilupparsi in nuove sfumature di significato. Ah, nel mentre stiamo cercando di formulare questi pensieri I Distratti stanno mettendo i dischi e la festa continua…

A cura di Andrea Predieri

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