Era l’aprile del 1967 quando a Roma Giancarlo Politi decise di fondare una rivista dedicata all’arte contemporanea in un appartamento di via Fontana Liri al 27. Quest’anno quella stessa rivista festeggia i suoi primi 50 anni e noi di Vox vogliamo farle gli auguri.

L’idea di creare Flash Art nasce da una necessità, condivisa tra artisti e critici, di fornire un saldo mezzo d’informazione a cui tutti gli appassionati ed esperti del settore potessero rivolgersi per attingere alle novità riguardanti il mondo dell’arte nazionale ed internazionale. Ed è con questo spirito che si afferma la rivista il cui scopo era ed è, tenere sempre le orecchie tese verso gli stimoli provenienti sia dall’interno che dall’esterno, ed allo stesso tempo proiettare la mente e gli occhi verso il futuro e l’ignoto. A questa pubblicazione si aggiunge, con l’istituzione della Giancarlo Politi Editore, la creazione di Art Diary, un’agenda in costante aggiornamento recante gli indirizzi e recapiti di musei, gallerie, critici d’arte e artisti e che ha costituito il compagno indissolubile e il prezioso alleato di ogni operatore.

Nel corso degli anni Flash Art si è dimostrata ricettiva e al passo con i tempi, modellandosi ai cambiamenti della società per trainarla e non seguirla ciecamente; ecco perché la sede, inizialmente collocata a Roma si trasferisce definitivamente a Milano nel 1970, città considerata più affine al fermento artistico contemporaneo. Altro dato internazionale fondamentale è la pubblicazione della rivista in più lingue, che nel 1977 si scinde in due edizioni separate: Flash Art Italia e Flash Art International.

flash art

Questa straordinaria creatura assume le sembianze di una “Babele dell’arte”, come sostiene lo stesso direttore Giancarlo Politi, che grazie a un climax crescente, assurge a punto di riferimento per un intero settore di competenza, ottenendo negli anni ottanta la piena consacrazione del suo ruolo di catalizzatrice e portatrice delle correnti che provengono da tutto il mondo con l’affermarsi del sistema dell’arte.
Nell’ultimo ventennio Flash Art è diventata una palestra d’eccellenza per artisti, curatori e critici che grazie ad essa si sono affermati; difatti riuscire ad ottenere la copertina significa aver raggiunto il successo, come la famosa opera di Maurizio Cattelan, Strategie, del 1990 con la quale ottenne l’attenzione mondiale. Ad oggi la rivista mantiene il suo status di fonte inesauribile di innovazione, festeggiando i suoi cinquant’anni di piena attività con un simposio di due giorni, 28 e 29 ottobre 2017, al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano dal titolo “Flash Art 50”.

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Per l’occasione sono state organizzate cinque tavole rotonde suddivise nei diversi decenni, dagli anni Settanti al Duemiladieci, nelle quali sono state attraversate cronologicamente le tappe fondamentali della rivista ed insieme ad essa, si sono ripercorsi cinquant’anni della storia dell’arte. Unitamente è stato creato un cofanetto da collezione contenente un’edizione speciale della rivista e una ristampa del primo numero. Gli ospiti d’onore invitati ad ogni conferenza rappresentano alcuni dei più illustri emblemi del panorama artistico, che hanno collaborato con la storica rivista e hanno contribuito a plasmare ciò che Flash Art è oggi, ma soprattutto ciò che il mondo e il mercato dell’arte sono oggi.
Renato Barilli, Ugo La Pietra, Achille Bonito Oliva, Francesco Vezzoli, Giovanni Anselmo, sono alcuni nomi che hanno preso parte al simposio, grazie ai quali sono emerse le contraddizioni, le riflessioni e gli eventi salienti di ogni decennio. Ascoltare Giovanni Anselmo parlare in un modo così coinvolto e coinvolgente delle proprie opere e dell’importanza che ha rivestito e riveste l’energia per lui, è stata una fonte d’ispirazione per comprendere il ruolo che l’Arte ricopre per l’Artista. A ciò si aggiungono le parole di Corrado Levi e di chi, come lui, ha conosciuto l’ondata di rinnovamento e stravolgimento tipica degli anni ottanta, un artista la cui intima sensibilità tocca l’animo di chiunque lo stia ad ascoltare. Ogni periodo storico ha certamente avuto le sue peculiarità, ma il fil Rouge che li ha uniti tutti è stata l’impossibilità, secondo tutti i relatori, di restringere e classificare stilisticamente in modo netto i decenni, e questo in qualche modo sottolinea come tra loro essi siano concatenati e in continuo mutamento, similmente fedeli e uguali a sé stessi.

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In ultima analisi non è difficile cogliere le motivazioni che possano aver condotto alla creazione di Flah Art, sicuramente la possibilità di dare una voce internazionale alle discussioni, ai contrasti, ai pensieri che metaforicamente sono emersi anche in questi due giorni di celebrazioni dell’anniversario. Inoltre, stando a quanto sostiene Giacinto Di Pietrantonio, Giancarlo Politi voleva creare un Time dell’arte e una rivista che non appartenesse ad un movimento, ma che fosse un’Agorà pronta a raccogliere indistintamente i dibattiti delle diverse generazioni.

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Si potrebbero aggiungere innumerevoli dati, curiosità e fatti storici, ma forse più di tutti, è il titolo della lettera scritta da Giancarlo Politi in occasione dell’anniversario a racchiudere ciò che meglio definisce ed esplicita il senso della rivista: “Flash Art: cinquant’anni di amore per l’arte”.

A cura di Carolina Cammi

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