Ogni volta che salgo a bordo di un treno mi sembra di avere un’enorme opportunità; quella di conoscere una storia. Non sai mai chi può capitarti accanto, magari ci sarà qualcuno con un gatto, o magari un vecchio signore che legge il giornale, o una signora che ti offre dei biscotti. Ad ogni modo ognuno di loro ha una storia che merita di essere conosciuta, anche solo attraverso uno sguardo.

Dal momento che sono molte le storie nate a bordo dei treni, altrettanti sono i film che le raccontano.

Polar Express (2004)

Diretto da Robert Zemeckis, questo film d’animazione quasi interamente ambientato su un treno, rappresenta un percorso verso il Polo Nord, verso Babbo Natale. Ovviamente, come per ogni cartone animato, oltre alla storia c’è molto di più. Il viaggio del ragazzino protagonista va ben oltre, è ricco infatti di incontri interessanti che accennano a temi ben più ampi, quali il divario di ricchezza, la necessità di riscoprire i valori dell’infanzia, l’importanza di immaginare e sognare. Il valore aggiunto proviene senz’altro dall’interpretazione magistrale di Tom Hanks con ben cinque ruoli. Non semplicemente un cartone animato, ma la digitalizzazione di un film vero e proprio.

La ragazza del treno (2016)

La pellicola è l’adattamento dell’omonimo libro di Paula Hawkins, un giallo appassionante e intrigante. In questo caso la protagonista è una pendolare per lavoro, o almeno così si crede, e proprio questo da il via alla vicenda. Emily Blunt nel personaggio di Rachel Watson osserva ogni giorno dal finestrino del suo treno  una coppia che appare come l’emblema del vero amore: forse non è tutto come sembra. Un giorno si accorge che c’è qualcosa di diverso e scende dal suo treno per indagare a proposito di una vicenda molto più grande di quanto si possa pensare, che ha come obbiettivo quello di svelare  le verità nascoste. Il film si conclude con un flash-forward che ritrae Rachel un anno dopo, sul treno, notevolmente cambiata.

Assassinio sull’Orient Express (2017)

Anche in questo caso, il film prende le linee da un romanzo: l’omonimo best seller di Agatha Christie del 1934 di già ben nota fama. Siamo negli anni ’30, un gruppo di persone per una serie di casi fortuiti (o forse no), è costretto a condividere un viaggio in uno spazio così piccolo per così tanto tempo. Potremmo benissimo affermare che il treno in questo caso è l’anima dell’avventura, è il protagonista assoluto della vicenda, è il palcoscenico e allo stesso tempo il pubblico della rappresentazione. Anche in questo caso un’indagine, alla ricerca di un colpevole, forse non così colpevole; un percorso avvincente, all’insegna della verità, capace di mettere in crisi i canoni tradizionali di giustizia e di sospendere ogni giudizio. L’esperimento cinematografico era già stato fatto nel 1974 da Sidney Lumet, ma ogni regista racconta una storia da un punto di vista diverso e degno di essere preso in considerazione.

A cura di Lidia Margiotta

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