FEELM : QUANDO HO VOGLIA DI… FANTASCIENZA!

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a cura di Giacomo Azzolina

Ok, lo ammetto: quando ho rispolverato Star Wars per la precedente classifica ( FEELM : quando ho voglia di…Saghe mentali) è partita a casa mia la maratona di tutti e sei i film della saga. Da lì è nata l’idea: perché non fare una nuova puntata della rubrica FEELM sui film di fantascienza? Potrebbe risultare banale? Ma a quanto potete vedere dal titolo, alla fine “me ne sono  sbattuto”.

Prima di partire con la classifica, voglio chiarire un paio di cose : nella lista  ho inserito film, ovviamente di fantascienza ma dove viaggi spaziali e scontri con alieni non sono l’unico elemento (o almeno quello principale) della pellicole, ma coesistono con molte altre idee e generi.

Quindi  scordatevi del “pew pew” di pistole a raggi gamma e niente ” Spock abbiamo un problema!” – ” Si, la tua saga manca di spessore registico”.

  • District 9: Bellissimo esordio di Neill Blomkamp che dirigerà successivamente Elysium ed il recente Chappie. Una gigantesca astronave staziona sopra Johannesburg. Non è la solita invasione, si tratta di un milione di esseri gamberoformi affamati e in precarie condizioni di salute e igiene. Verranno destinati dai terrestri in un gigantesco campo profughi, conosciuto con il nome di Distretto 9. Un panorama fantascientifico per affrontare temi come la discriminazione razziale e la xenofobia:  analogie sia con la persecuzione degli ebrei che soprattutto con l’apartheid (dato che il posto è lo stesso). Quello che colpisce di District 9 è soprattutto l’originalità del soggetto. Blomkamp utilizza il modello “segregazione razziale” (ambientando non a caso a Johannesburg) in modo davvero curioso, creando una storia avvincente e kafkiana in stile mockumentary. I “gamberoni” fanno un po’ senso, ma sono fantastici.

P.s. Tenete d’occhio il regista sudafricano perché adesso è a capo del progetto per il prossimo film della saga di ALIEN.

  • 2001: Odessa nello spazio. Era il 1964 quando Kubrick chiese allo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke di collaborare ad una sceneggiatura che avrebbe avuto come base alcuni racconti di quest’ultimo, in particolar modo “La sentinella”. Dopo 4 anni di lavoro, un budget di 10 milioni di dollari (di cui oltre la metà spesi per gli effetti speciali) e un lavoro certosino del regista nel selezionare accuratamente la mole di lavoro prodotto, ecco il risultato: un film che, un anno prima dello sbarco dell’uomo sulla luna, proietta il cinema di fantascienza in una dimensione di fascino e verosimiglianza fino a quel momento inesplorati, fornendo le basi da cui si muoveranno i cineasti futuri per le opere di genere. Questo è IL film, una delle vette più alte raggiunte dall’arte cinematografica dalla sua creazione ad oggi, in cui il regista newyorkese racchiude innumerevoli temi,dal rapporto uomo-macchina, alla filosofia esistenzialista. Mi sto dilungando, tanto per cambiare, vabbè avete capito che ve lo dovete vedere.

 

  • Blade Runner. Basato su un racconto di Philip K. Dick, riscrive completante l’immaginario moderno dei film di fantascienza. Un Cult sotto molti punti di vista, il regista ci affascina con una città futuristica, dove ad ogni nuova visione scorgiamo nuovi particolari, nuove sfumature che delineano maggiormente i personaggi e l’ambientazione. Il regista Ridley Scott ( il padre di Alien) plasma un film di fantascienza che non nasconde la sua anima da thriller e da film noir vecchia scuola, che tuttora viene ancora continuamente citato da qualunque regista che cerca di avvicinarsi a questo genere. Memorabile ancora oggi il discorso finale, narrato quasi sussurrando sotto l’incedere incessante della pioggia. Assolutamente da brividi.

 

 

 

 

 

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