Feelm: oggi… voglio spegnere la tv

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Feelm: oggi… voglio spegnere la tv

Esiste un mondo magico là fuori, un grande circo che accoglie chiunque: dai serial killer pentiti ai cuochi arroganti e incapaci, dai poveretti in cerca di fama agli arrivisti cinici. È quell’universo racchiuso in 84 pollici, è la televisione: oggi vi presentiamo tre titoli che hanno affrontato le dinamiche di questo folle cosmo.

“Quinto potere” di Sidney Lumet

Howard Beale è uno stimato commentatore ma purtroppo il suo indice di gradimento è basso, così la dirigenza lo avverte che verrà licenziato nel giro di due settimane: decide così, in un attimo di follia, di annunciare il suo suicidio in diretta. I capi decidono di espellerlo subito per quest’uscita fuori dalle righe, ma gli danno un’occasione per scusarsi pubblicamente che però Beale utilizza per rincarare la dose. Diana Christensen, la responsabile dei programmi, coglie l’opportunità di sfruttare la ritrovata popolarità di Beale, dovuta alle sue recenti dichiarazioni, per montare uno show urlato, trasformando il mite commentatore nel pazzo profeta dell’etere. Questo film cult è del 1976 eppure non sembra sia passato un giorno per la storia narrata, anzi forse oggi nell’ambiente si respira ancora più cinismo e arrivismo in nome del Dio dell’Auditel. Sta di fatto che è un film che consiglio, perché ha una sceneggiatura pungente che riesce a rendere questi aspetti al meglio.

“The Truman Show” di Peter Weir

È sicuramente una pellicola che non ha bisogno di presentazioni: scritto da Andrew Niccol (che sarà il regista di “Gattaca”) il film narra di Truman Burbank, la cui vita sin dai primi momenti è oggetto di un reality show televisivo architettato da Christof, il regista e “showrunner” del programma. Nel tentativo di fare televisione cercando di mettere in scena l’assoluta realtà della quotidianità di un uomo come tanti, si finisce per creare un mondo distopico, almeno per Truman: è un mondo dove viene resa sempre più sottile la differenza tra realtà e finzione, portandoci a riflettere su dilemmi etici e filosofici sempre attuali nella società dei media.

“Quiz Show” di Robert Redford

In questo film del 1994 si ripercorre lo scandalo che colpì il famoso gioco a premi “Twenty-One”, rivelando che la vittoria del campione Charles Van Doren era stata truccata per poter far rialzare gli indici di ascolto del programma. Questo fu un caso che creò molto scalpore nei tardi anni cinquanta, quando la denuncia del precedente vincitore (sconfitto da Van Doren) portò alla chiusura del programma. Redford mette in luce le macchinazioni che si celano dietro i format d’intrattenimento, di come si cerca di soddisfare l’audience dandogli quello che vuole senza necessariamente attenersi alle regole.

A cura di Fabio Facciano

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