La giornata storta capita a tutti. Lezioni ad orari improponibili, mezzi di trasporto guasti, corse all’ultimo minuto per arrivare puntuali, appuntamenti dimenticati, impegni che si accavallano… la lista potrebbe non finire mai. Alla fine di queste giornate, l’unica cosa che tutti desideriamo è tornare a casa e riposarci: chi stendendosi sul divano, chi facendo merenda, chi leggendo, chi guardando la televisione.

Per assurdo, proprio in questi momenti, trovo molto appagante guardare i cosiddetti film “nevrotici”, con un protagonista sfinito dalla quotidianità, talmente immerso nei suoi pensieri da dimenticare ogni tipo di dovere e da prendersi un’enorme lavata di capo da superiori, genitori, insegnanti o familiari: quel genere di film (in particolare commedie) in cui il nevrotico di turno è talmente sopraffatto che ci viene naturale commentare con una frase come “Ti capisco, fratello!” e, allo stesso tempo, alzare il bicchiere verso lo schermo. Il nevrotico cinematografico per eccellenza, anche se mescolato ad una buona dose di stravaganza, è per certo Woody Allen, tanto che la sua intera filmografia ne risente profondamente. Eppure vi sono molti altri film “nevrotici”, in particolare commedie, che qui vi suggerisco:

  • I sogni segreti di Walter Mitty (2013)

Diretto e interpretato da Ben Stiller (Una notte al museo). Il film racconta la storia di Walter Mitty, un uomo che lavora da una vita per “Life” come archivista dei negativi e del tesoro fotografico della rivista. Quando arriva la notizia della chiusura della versione cartacea a favore di quella online si pone il problema della copertina dell’ultimo numero: a questo punto il più grande fotografo del mondo ha inviato alla rivista una foto particolare che lui definisce “perfetta”. L’unico problema è che nessuno l’ha vista perché il negativo non si trova: sarà proprio Walter, che non è mai uscito dalla sua città e dai suoi sogni, a dover andare alla ricerca del leggendario fotografo e del suo negativo, superando un’iniziale e testardo rifiuto per gli ostacoli che il suo cammino gli porrà davanti.

  • Terapia e pallottole (1999)

Paul Vitti (un inarrivabile Robert De Niro) è uno dei più potenti gangster newyorkesi. Quando si mostra pronto ad assumere il ruolo di leader all’interno della sua famiglia criminale, improvvisamente inizia a soffrire di problemi respiratori, non riesce a dormire e ha crisi di panico: preoccupato dalla possibile reazione delle altre famiglie malavitose se scoprissero i suoi problemi, ingaggia Ben (Billy Crystal), psichiatra di discreto successo e prossimo alle seconde nozze che aveva fortuitamente conosciuto in precedenza. Un criminale originale, debole e forte allo stesso tempo, riesce a diventare amico di uno psichiatra con molti problemi familiari: solamente due grandi attori potevano rendere questa storia, di per sé abbastanza semplice, estremamente piacevole e divertente.

  • Il lato positivo (2012)

Pat Solitano (Bradley Cooper) ha perso moglie, casa e lavoro. Tornato a vivere con i genitori, dopo aver passato otto mesi in un istituto psichiatrico poiché affetto da disturbo bipolare, cerca di ricostruire la propria vita e a riconquistare la moglie. La sua vita verrà però sconvolta dall’incontro con Tiffany (Jennifer Lawrence), una ragazza problematica che, dopo la morte del marito, si è data alla promiscuità. Grazie al suo aiuto, Pat riuscirà effettivamente a costruirsi una nuova vita, ricucendo il rapporto col padre (Robert De Niro), col fratello e capendo, dopotutto, che la gara di ballo a cui parteciperà con Tiffany non sarà soltanto il mantenimento di una semplice promessa ma l’inizio di una nuova e più stabile vita.

A cura di Luca Mannea

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