Di nuovo insieme per l’appuntamento settimanale con FEELM. Oggi vogliamo trattare un tema che ai giorni nostri non finisce mai di far parlare di sé.

Vi è mai capitato di immaginare una futura realtà distopica in cui la pura e fredda tecnologia calcolatrice, prenda il sopravvento e condanni l’uomo a perdere sempre di più la sua umanità? Cosa c’è di più umano della libertà di provare dei sentimenti? Di seguito vi proponiamo una to-watch list:

GATTACA – ANDREW NICCOL

fantascienza 1

L’anno è il 1997, esce la prima pellicola del già controverso sceneggiatore di The Truman Show con Carrey. Gattaca è considerata una delle pellicole di fantascienza più bella di sempre.

Appartenente al filone biopunk e steampunk, dove per il primo si intende l’utilizzo di narrativa di tipo hardboiled, noir e pulp, in cui emergono nuove classi sociali in conflitto tra loro; il secondo è invece rappresentato dall’introduzione di una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica che si può dire “incongruente”.

Interessante notare come le location, le carrozzerie e lo styling di Gattaca ricordano gli anni ‘60 del Novecento e che si rifanno senza mezzi termini a quelle di un altro grande film: Agente Lemmy Caution, missione Alphaville di Jean-Luc Godard. Il cast è così composto: Jude Law nel ruolo del co-protagonista, Uma Thurman nei panni della protagonista femminile ed Ethan Hawke come protagonista. Il film viene osannato dai cinefili di ogni angolo del globo come un must-watch del genere fantascientifico. La trama, per nulla banale è ricca di colpi di scena e di momenti struggenti.

Il termine Gattaca è stato inventato combinando le lettere iniziali delle quattro basi azotate che compongono il DNA, l’adenina, la citosina, la timina e la guanina. Quindi accade che: in un prossimo futuro, sarà possibile far nascere esseri umani con un corredo genetico praticamente perfetto e selezionato. Tramite questo processo si possono prevedere in anticipo le future condizioni fisiche dei nascituri a tal punto che alcuni di loro vengono artificialmente generati senza imperfezioni, costruiti su misura. Di conseguenza la società risulta divisa in due categorie: i validi, cioè esseri dal corredo genetico perfetto, scelti per ricoprire i ruoli più prestigiosi della comunità, e i non validi, ovvero persone nate con genoma naturale, relegati ai margini della vita sociale e destinati allo svolgimento di lavori umili.

Roger Ebert, vincitore del premio Pulitzer 1975 e affermato critico cinematografico nonché il primo ad aver avuto una stella nella Hollywood Walk of Fame, dirà a riguardo «This is one of the smartest and most provocative of science fiction films, a thriller with ideas.»

AGENTE LEMMY CAUTION, MISSIONE ALPHAVILLE – JEAN-LUC GODARD

AGENTE LEMMY CAUTION, MISSIONE ALPHAVILLE - JEAN-LUC GODARD

Vincitore dell’orso d’oro al Festival di Berlino nel 1965, Alphaville è un capolavoro indiscusso della cinematografia del Novecento. Realizzata in uno dei periodi di Godard considerato come il più creativo.
Nell’Europa ancora non sconvolta dalle rivoluzioni del ’68 Alphaville irrompe ricco di un gusto anarchico e ribelle. Godard era un grande appassionato di B-movie, in particolare della saga dell’agente Lemmy Caution. Il personaggio era interpretato dall’ideatore del soggetto per il film Alphaville: Eddie Constantine. In quegli anni la Nouvelle Vague sta attraversando un periodo d’interesse verso il genere fantascientifico: Francois Truffaut ha in cantiere Fahrenheit 451.

L’attrice protagonista è la bellissima Anna Karina nonché ex moglie di Godard. Quando sono cominciate le riprese del film, i due si erano separati da poche settimane. Inoltre, le condizioni delle riprese erano molto rigide, tra gennaio e febbraio 1965, per di più programmate di notte, sotto pioggia, nebbia e neve. Il risultato è un’atmosfera immersa in un alone lunare, con contrasti fortemente accentuati. È costantemente presente il riferimento a una concezione del tempo labirintica e totalmente priva di punti cardinali. Quest’ultima si rifà ad un filosofo argentino, Jorge Luis Borges ed al suo realismo magico. La sensazione onirica è preponderante mentre si guarda la pellicola. Il nome Alphaville è stato ripreso dall’omonima pop band tedesca anni ottanta.

Come Gattaca anche Alphaville combina i generi della fantascienza distopica e del film noir. In un futuro imprecisato, l’agente segreto Lemmy Caution giunge sotto le mentite spoglie di Ivan Johnson, inviato del giornale Figaro-Pravda, nella città di Alphaville, capitale di un’altra galassia. Sul pianeta, ogni aspetto della vita quotidiana è regolato dal super computer Alpha 60, creato dal prof. Nosferatu, che bandisce ogni emozione individuale e ogni comportamento illogico. Le pene per chi non rispetta l’egemonia tecnologica di Alpha 60 sono molto severe e cruente. Per ultimo ricordiamo che è presente una dichiarata critica al nazismo, la figura del dott. Nosferatu in realtà: altri non è che quella dello scienziato Wernher Von Braun ideatore del missile che ha portato l’uomo in orbita e poi sulla Luna.

L’UOMO CHE FUGGI’ DAL FUTURO (THX 1138) – GEORGE LUCAS

fantascienza3

Concludiamo la nostra puntata con un altro classico del filone distopico. Il qui presente è in realtà il primo lungometraggio di George Lucas, vera e propria dilatazione della sua tesi di laurea: Electronic LabyrinthTHX 1138 4EB.

Il fil rouge o -se vogliamo- la premessa principale del film di Lucas è che il sentimento che rende l’uomo tale, viene vietato. Il divieto non deriva da fini prettamente moralistici, ma poiché il sentimento, tramite del pensiero, è potenzialmente un pericoloso innesco alla coscienza e alla ribellione. Curiosamente, ma non è del tutto un caso, L’uomo che fuggì dal futuro e Gattaca sono stati girati nello stesso edificio. Si tratta del Marin County Civic Center a San Rafael (California). Nel film American Graffiti il regista si auto omaggerà inserendo nella targa della Hot Rod di Paul Le Mat i caratteri: THX138. Si tratta del lavoro a cui il regista tiene di più in assoluto, prova ne è il fatto che lo citerà anche sotto l’aspetto compositivo, in ognuna delle sue opere.

L’umanità del XXV secolo si è rifugiata in agglomerati urbani sotterranei, una civiltà strettamente controllata dalle macchine, organizzata e determinata a diventare “perfetta“, dove la perfezione diventa un pretesto per condizionare le menti di una società soggiogata dalla politica e dalla religione. Non esistono nomi per le persone ma numeri, non esistono moda o altre espressioni individuali, tutti sono rasati a zero e vestiti di bianco.

Tutto ciò che conta in questa società sono l’efficienza e l’utilità. Chi infrange la legge o non lavora viene bastonato in diretta olovisiva o semplicemente distrutto. Le pulsioni sessuali sono sfogate tramite ologrammi erotici oppure represse con dei farmaci, la cui assunzione è ovviamente obbligatoria. La riproduzione è programmata e per inseminazione artificiale. L’assegnazione degli alloggi è decisa dai computer. L’unica parvenza di naturalezza sembra essere quella di permettere la convivenza dell’uomo e della donna, ormai uniformati tra loro, così come tutti gli individui della società.

 

A cura di Antonio Annese

 

 

 

 

 

 

Commenti su Facebook
SHARE