FEELM: quando mi sento… di nuovo bambino

La fretta di ottenere il diploma, poi la laurea, infine il lavoro: la nostra vita è talmente burrascosa e strabordante di impegni che non abbiamo nemmeno il tempo di voltarci per ammirare il percorso che abbiamo raggiunto, la difficoltà appena superata. C’è un nuovo ostacolo davanti, tutto il resto non importa chissà quanto. Eppure, di tanto in tanto, è bello fermarsi un attimo e pensare che c’è stato un piccolo periodo della nostra vita dove la nostra preoccupazione non era lo studio o il lavoro o le preoccupazioni di ogni giorno: insomma, era un periodo dove affrontavamo le liti con gli “amichetti” del quartiere, le prime cotte a scuola, la paura mista ad eccitazione nel diventar grandi e assumere delle responsabilità.

Perché non approfittarne, allora, per staccare un momento la spina e recuperare quel periodo che ora sembra inevitabilmente molto lontano? Ci sono molti film che recuperano quell’età, fatta di esperienze indimenticabili e orribili allo stesso tempo, e non possiamo non consigliarvi alcune tra le più celebri pellicole degli ultimi decenni. Non si tratta però di mere “storie per bambini”, ma di racconti unici che gettano un occhio sul periodo più bello della nostra vita senza criticarlo, senza analizzarlo, senza elogiarlo o gonfiarlo con sfarzosità. Sono pellicole dove l’amore per la famiglia, l’amicizia, la perdita, il bullismo, le liti e l’incomprensione degli adulti fanno da protagonisti, rendendo un’atmosfera povera ma straordinaria, essenziale ma magica, proprio come l’abbiamo vissuta tutti noi.

  1. Un ponte per Terabithia (Cuspo, 2007): storia che ha segnato un’intera generazione, racconta le avventure di Jess (Josh Hutcherson), un ragazzino con la passione per il disegno ma che viene ignorato dalla famiglia e dalla scuola, nonché bullizzato in classe. Quando in classe però si trasferisce la creativa ed eccentrica Leslie (AnnaSophia Robb), l’amicizia che nasce tra i due li porterà verso un mondo di fantasia, dove il legame che li unisce diventerà l’ingresso per delle avventure indimenticabili. Un film dove si alternano le risate e le lacrime, mentre la crudezza colpisce prepotentemente nel segno, lasciando gli effetti speciali quasi del tutto da parte: Terabithia è stata indimenticabilmente in tutti noi, inutile negarlo. Nella sua semplicità, un capolavoro: impossibile non averlo visto.

  1. La storia infinita (Petersen, 1984): tratto dall’altrettanto celebre romanzo omonimo di Michael Ende, il film racconta di Bastian, un bambino sognatore ma orfano di madre con una forte passione per i libri avventurosi e fantastici. Quando in una libreria trova un vecchio e affascinante libro, dopo una prima lettura, in compagnia del protagonista della storia Atreyu, verrà coinvolto in un magico e misterioso mondo di imprese avventurose di ogni tipo. Un racconto delicato che ha ammaliato gli anni ’80 e tutte le generazioni successive, assurgendo ad inno alla speranza e incitando a vivere i propri sogni, ricordando che senza di essi non siamo niente (il “Nulla”). Il manifesto dell’infanzia, uno specchio del nostro passato.

  1. Hook – Capitan Uncino (Spielberg, 1991): resa unica dalla presenza ilare di Robin Williams nei panni del protagonista, la narrazione si concentra sul seguito delle avventure originali di Peter Pan. Peter, cresciuto, ha perso i suoi ricordi d’infanzia, è sposato e ha due figli: quando però Capitan Uncino rapisce i suoi due ragazzi, Peter fa ritorno all’Isola che non c’è e riacquista il suo spirito giovanile, per sfidare un’ultima volta il suo acerrimo e perfido nemico. Escluso il cast, di per sé ricco di artisti celebri quali Dustin Hoffman e Julia Roberts, non si può ignorare l’importanza simbolica di questo film: una commedia che, con malinconia, cela dietro le sue trame e le sue risate il desiderio di un ritorno all’infanzia, un ricordo affettuoso di tempi che sono irrimediabilmente destinati a segnare tutto il resto della nostra vita. Proprio come Peter Pan e la sua immancabile Isola.

di Luca Mannea

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