Con questo appuntamento di Feelm ci avviciniamo alle pellicole che entrano nelle case della malavita, non tanto per fornirci una descrizione alla Saviano (certo, in parte) ma per indagare i legami familiari/affettivi che intercorrono fra membri di uno stesso “branco”, legami che si trovano soggiogati dalla legge della giungla. È sempre affascinante osservare come lavora la mente di un criminale, ma qui ci focalizziamo maggiormente sul suo rapporto con quelle che alla fine solo le uniche persone da cui non può scappare.

Animal Kingdom – di David Michôd

Primo fra tutti proponiamo questo stupendo film australiano purtroppo poco conosciuto rispetto a quanto meriterebbe. “Tutto ha un proprio ordine”. Questa è la frase simbolo di Animal Kingdom, film che già nel titolo ci fa capire che l’istinto di sopravvivenza e la legge del più forte solo i due mantra che guidano i personaggi al suo interno. Il film, ambientato a Melbourne, è ispirato alle vicende reali della famiglia australiana dei Pettingil.

Josh è il nostro protagonista, un ragazzo di 17 anni che dopo la morte della madre per overdose si ritrova a vivere con gli zii – un gruppo di criminali – e la nonna, leonessa spietata e protettiva agli eccessi nei confronti dei propri figli. Un mondo che da un lato affascina Josh, lo fa sentire protetto, ma dall’altro lo pone di fronte a scelte difficili e situazioni drammatiche. Grandi interpretazioni di Ben Mendhelson (nel ruolo di Pope, il più spietato tra gli zii) e di Jacki Weaver (la matriarca). Da vedere assolutamente.

Fratelli (The Funeral) – di Abel Ferrara

Anni ’30, New York. Abel Ferrara segue la famiglia Tempio, a partire dal lutto per Johnny, uno dei fratelli Tempio. Una grande tragedia per gli altri due fratelli, Chez e Ray, e spunto per riflettere su tutta la vita/carriera malavitosa della famiglia. Un percorso di vendetta e redenzione che porterà infine alla più grande tragedia. Un film in cui la violenza, la furia folle che corre a briglia sciolta, si mescola alla pietas, dove lo sforzo di “toccare Dio” si lascia intravedere nello sguardo di chi dall’abisso si trova sempre in tensione verso l’alto.

Anime Nere – di Francesco Munzi

Il film di Munzi, tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, ci porta in Italia, in una famiglia collusa con la ‘Ndrangheta. Ci troviamo nell’Aspromonte, realtà che in verità non è mai stata troppo indagata (almeno non dalla settima arte, che ha spesso puntato i riflettori su Napoletano e Sicilia), a seguire anche qui le vicende di 3 fratelli (il 3 è il numero magico? Non l’ho detto ma anche in Animal Kingdom i fratelli sono 3), i fratelli Carbone. Luigi, quello di mezzo, è il vero criminale dei 3; gestisce traffici illeciti e provvede a fornire fondi al minore Rocco, che vive a Milano sui soldi dell’Ndrangheta senza apparentemente farne parte. È invece il maggiore, Luciano, ad aver abbandonato la causa dei fratelli per dedicarsi alla sua terra. Tuttavia proprio il figlio di quest’ultimo risveglierà una guerra latente fino a portare ad una tragica fine che guarda direttamente a Abel Ferrara.

Ovviamente non abbiamo citato i grandi mostri che toccano direttamente questo tema: la trilogia de Il Padrino, Gli Intoccabili…Ma va da sé, non ce n’era bisogno. Date invece una chance a questi titoli meno conosciuti, ma sicuramente validi.

a cura di Martina Zerpelloni

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