In questi giorni nelle sale italiane è uscito l’attesissimo film “I morti non muoiono”, diretto da Jim Jarmusch e con un cast stellare, che si propone di dare una chiara versione comica a uno dei filoni horror più amati dai cinefili di tutto il mondo. Si sa che il cinema dell’orrore piace e non piace, stimola in molti la fantasia e la suggestione mentre in altri può solo provocare noia o angoscia. Ma gli amanti del genere non possono sottrarsi all’ammirazione viscerale che si può solo provare verso questa spaventosa figura cinematografica: tornato dal mondo delle tenebre, è ciò che più di tutti simboleggia la paura di quello che c’è oltre la morte, continuamente considerata come oscura e fatalmente misteriosa, senza una possibile spiegazione e con l’unico modo per averla di aspettare che venga a prenderti. Lo zombie è la concretizzazione della morte, quello che ne rimane della tua carne (schifosi brandelli putrefatti) e quello che sospetti possa succedere quando il tuo spirito viene immerso nell’aldilà (con l’aggiunta di poter trasformare gli altri in esseri zombeschi semplicemente infettandoli con un morso). Ovvero diventare malvagio. Solo le cartomanti parlano di spiriti buoni, altrimenti nessuno crede di poter incontrare qualche fantasma gentile in mezzo a un cimitero abbandonato. Rendere nella maniera più concreta possibile la morte nella figura degli zombie è sicuramente il grande capolavoro del regista George A. Romero, capace di impersonare la più profonda delle paure umane e crearci un genere per milioni e milioni di invasati. Perché (sicuramente non la sapete) sapreste dire qual è la differenza tra non-morti ed infetti? I non-morti sono gli zombie classici e, come tali, hanno una forza esigua e non sono in grado di muoversi agilmente; gli infetti conservano una discreta velocità di movimento e anche nel combattimento dimostrano doti tecniche maggiori. Una differenza abissale e che ogni amante di queste creature deve conoscere come il proprio pin del bancomat. Adesso andiamo a raccontarvi 3 film che i veri fan degli zombie probabilmente conosceranno, mentre per gli altri dovranno rappresentare le basi per la vostra cultura zombofila.

NON SI DEVE PROFANARE IL SONNO DEI MORTI

Era troppo facile partire citando Romero, e non c’è sicuramente bisogno di farvi scoprire qui i suoi film. Quello che è sicuramente più intrigante è partire con uno che ha preso chiaro spunto dalla Notte dei Morti Viventi ma che può benissimo considerarsi una pietra miliare. Diretto nel 1974 da Jorge Grau, la trama racconta l’incontro casuale tra due ragazzi nella campagna inglese, dove però si sta attuando un esperimento chimico sul territorio che dovrebbe risolvere il problema degli insetti nelle coltivazioni. La conseguenza di questo esperimento è il risveglio dei morti nei cimiteri: nessuno avrebbe mai potuto prevedere questa cosa e i due protagonisti si trovano a dover fronteggiare questa improvvisa orda di non morti, dovendo contrastare anche il sospetto dello sceriffo della zona, che pensa inizialmente possano essere stati loro a compiere tutti questi strani omicidi nella sua piccola contea. La pellicola contiene una giusta dose di tensione e senso d’abbandono, ingredienti principali per un angosciante storia di zombie.

 

L’ALBA DEI MORTI DEMENTI

Il bello del filone zombie è che non esistono solo le trame claustrofobiche e alquanto tragiche. Le sfumature zombie possono interessare anche la comicità, dando spesso risultati molto esilaranti. Facciamo adesso un bel salto temporale: L’Alba dei Morti Dementi esce nel 2004, girato da Edgar Wright e con uno sviluppo della storia che mira molto di più a creare delle situazioni grottesche piuttosto che spaventose. Shaun un trentenne inglese abbandonato a un lavoro di merda, con una relazione che sta andando a rotoli ed il suo migliore amico è un ciccione perditempo con il quale si ubriaca praticamente tutte le sere. Un mattino però si svegliano e intorno a loro è tutto invaso da zombie, i quali naturalmente non brillano per intelligenza e riusciranno così a mettere in risalto quel poco di cervello che invece i protagonisti della storia hanno. Per uscire dai soliti schemi apocalittici dei film sui non morti è decisamente un ottimo film.

 

REC

Concludiamo con un film che in maniera molta spaventosa rappresenta quella tipologia di zombie a cui ci siamo riferiti nell’introduzione: gli infetti. Uscito nel 2007 e presentato fuori concorso al festival di Venezia, Rec è la storia di una palazzina di Barcellona dove una notte incominciano a succedervisi avvenimenti molto strani. Girato da Jaume Bulaguerò e Paco Plaza, contraddistinto da lunghissimi piani sequenza e da inquadrature amatoriali, immerge lo spettatore in un? ambientazione al massimo dell’angosciante, avvolta tutta dall’oscurità, nel quale imperversano famelici zombie violenti e per di più molto agili. La claustrofobia in questo film non da’ nessuna speranza allo spettatore e il senso di abbandono potrebbe struggervi a tal punto da non voler vedere più nessun film di zombie.

 

A cura di Edoardo Marcuzzi

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