Avete presente quelle serate tra amici dove non si sa per quale motivo non si sa proprio che cosa fare? Magari si vuole bere qualcosa, fumarsi una sigaretta…però tutti sono (come sempre) stramaledettamene pigri e, prima o poi, arriva sempre quel momento in cui qualcuno sente l’irrefrenabile bisogno di fare una bravata, una mascalzonata per così dire, giusto per movimentare un po’ le cose, per agire d’impulso…

Il supermarket sotto casa è h24, ma dopo una cert’ora tutti sanno che è il turno dello svogliato, quello che pur di andarsene a dormire farebbe carte false. Perché allora non scendere? Rubare anche solo un accendino, qualcosa da sgranocchiare o semplicemente una bella birra ghiacciata. Lo stimolo c’è e si sa, ma per una volta tirate fuori quei due spiccioli, mettetevi comodi sul divano e godetevi un po’ di sana furfanteria… da grande schermo però, sia chiaro.

Questa settimana ci sentiamo di suggerirvi tre film che a loro modo hanno fatto la storia del cinema: pellicole cult, storie di strada, rapine per veri professionisti insomma…

Rapina a mano armata (1956)

Johnny Clay (Sterling Hayden) è un ex detenuto pronto a fare la rapina della vita all’ippodromo di Long Island. Sono anni che nell’oscurità della cella pianifica quel momento: tutto deve essere perfetto, calcolato nei minimi dettagli e certamente servirà l’aiuto di complici strategici, capaci di intervenire nel posto giusto al momento giusto… Stanley Kubrick conferma ancora una volta la complessità del suo fare ed intendere cinema con un mix di classe, azione ed immancabili colpi di scena che hanno letteralmente stravolto il modo di concepire l’ordine cronologico di tutte le sequenze filmiche a lui successive.

Le Iene (1992)

L’esordio cinematografico di Quentin Tarantino è un immortale rappresentazione della violenza come elemento essenziale della nostra quotidianità, i tratti della sua arte sono già tutti presenti in 100 minuti ad altissima tensione… In una primaverile Los Angeles, un gruppo di uomini in giacca e cravatta si raduna in una tavola calda al cospetto del famigerato Joe Cabot e del figlio Eddie “il bello”. Le dinamiche del colpo sono ben note a tutti i membri della banda (tra cui Harvey Keitel, Tim Roth, Michael Madsen e lo stesso Tarantino), ma cosa succederebbe se tra di loro si celasse un doppiogiochista?

• I soliti ignoti (1958)

Mario Monicelli dirige un esilarante caper movie che getta le basi della cosiddetta “Commedia all’italiana”. Di fondamentale importanza il contributo di alcuni dei più grandi attori del nostro cinema come Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Totò. Cosimo Proietti viene incarcerato per il tentato furto di una decappottabile e, venuto a conoscenza di un muro farlocco adiacente al Monte di Pietà, cerca disperatamente di uscire anticipatamente ricorrendo ad una pecora, un mal capitato che possa insomma scontare la breve pena al suo posto per 100 mila lire facili facili. Per quest’ardua missione viene mandato tra i mascalzoni di Roma il fedele Campanelle, il quale, dopo diversi tentativi, trova l’indiziato ideale nel fallito pugile Giuseppe Baiocchi, detto “Peppe er Pantera”. Quando però il giudice condanna entrambi e non scagiona nessuno, sarà Giuseppe stesso ad uscire per primo, rubare il piano a Cosimo e cercare di portarlo a termine nella più completa melodrammaticità.

a cura di Andrea Valmori

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