L’animazione giapponese occupa una grande fetta della cinematografia mondiale. Anime, corti o capolavori premiati d’animazione che siano, ce ne sono davvero per tutti i gusti. Se dovessimo però pescarne tre da proporvi per farvi entrare nel genere, sicuramente ne dovremmo scegliere alcuni che riescano a coprire tutto il panorama. Iniziamo da qualcosa di più sentimentale: un dramma scolastico, romantico e profondo: La Forma della Voce. Poi al vertice della classifica, brilla uno dei gioielli dello studio d’animazione più famoso, lo Studio Ghibli, con il Castello Errante di Howl. Infine, dato che vogliamo andarci giù pesante, non potete andarvene senza prima aver assaggiato un po’ del cyber punk futuristico di Akira.

 

LA FORMA DELLA VOCE

La Forma della Voce è un film piuttosto recente (2016) di Naoko Yamada. La storia, apparentemente così semplice, inizia con l’arrivo nella classe elementare di Shoya Ishida, un bimbo di 11 anni, di una ragazzina sordomuta che comunica solo attraverso un quaderno: Shoko Nishimiya.  Nonostante in un primo momento sembra essere accettata senza problemi dai compagni, con il trascorrere del tempo diventa oggetto di scherno e atti di bullismo da parti di altri bambini, fra i quali in particolare Shoya. Passa il tempo e Shoya ritrova la vecchia compagna. A questo punto il ragazzo è maturato, ha addirittura imparato il linguaggio dei segni per parlare con lei e provare in qualche modo a farsi perdonare.

In apparenza una trama da teen-drama, sì, ma quello che davvero c’è di speciale in questo film è l’incredibile spessore con cui vengono affrontati temi particolarmente delicati, che possono o probabilmente già hanno toccato chi lo guarda. La diversità, il bullismo, l’accettazione di se stessi, le dinamiche di classe e tra amici sono pane quotidiano per un ragazzo e in questo caso si riesce a leggere bene in ognuno dei personaggi quel fuoco che tormenta la sua vita e che lo porta a prendere determinate scelte e a comportarsi in un certo modo. Un film d’animazione che sembra dunque rispecchiare i sentimenti e i pensieri dell’intera popolazione giovanile mondiale. Da guardare se avete il coraggio di scavarvi dentro.

 

IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL

Animazione firmata Miyazaki, è uno dei film che ha avuto più risonanza anche al di fuori del mondo degli anime. Un mondo di magia viene violato dalla guerra; uomini e maghi sono chiamati a prendere parte a uno scontro suicida tra tutti loro, però c’è chi vi si oppone. Un po’ per carattere, un po’ per codardia lo stregone Howl non vuole averci niente a che fare, per cui passa la sua vita a nascondersi sul suo castello mobile, con la sola compagnia del demone del fuoco Calsifer e del suo aiutante Markl. È quando entra nella sua vita Sophie, vittima di un sortilegio della strega delle Lande e ora donna delle pulizie del castello, che Howl riesce a ritrovare quel poco di umanità di cui aveva bisogno per ricomporsi.

Una storia d’amore senz’altro, ma avventura e mistero non mancano. Non un semplice racconto fantastico, ma una più acuta riflessione sul valore della guerra e più in generale quello della vita, ecco cosa ci offre il Castello Errante di Howl.

 

AKIRA

Per ultimo lo schiaffo morale. Vi abbiamo accarezzato con la dolcezza dei primi due, ora però se avete fegato confrontatevi con il grido di denuncia che riecheggia in tutto il film Akira. Fastidioso lo si potrebbe definire, forse per quello che dice, forse per gli scenari o le trasformazioni disumane; fatto sta che il suo scopo questo film lo raggiunge. Se iniziate a contorcere la faccia e ad aggrapparvi ai cuscini del divano perché non ci state capendo più niente, allora avete sperimentato Akira.

Difficile, a mio parere, soprattutto la riflessione che vi martellerà nei giorni seguenti alla visione di questo film. Akira non è solo un film d’animazione, avventuroso, futuristico magari anche premonitore; è più un confronto. Lasciando da parte la morale se vogliamo sull’ambiente, quello che ci rimane è una grande amarezza. Non fraintendetemi, certo non perché il film non sia valido, quanto perché riesce a smuovere degli angoli bui che ognuno si porta dentro e forse sotto sotto non vuole rispolverare. Non abbiate paura di tirarli fuori e lasciatevi accompagnare in questo viaggio da un film del genere.

 

A cura di Emma Giametta

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