Feelm: quando il cinema racconta il mondo del lavoro

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La ricerca di lavoro è un momento delicato della vita di ciascuno. A due giorni di distanza dalla festa dei lavoratori (siamo in ritardo, lo sappiamo), le prospettive non sono rosee: la crisi economica scoppiata ormai otto anni fa e non ancora del tutto scongiurata, lo scontro tra ambizioni professionali e il mercato del lavoro e le necessità economiche a cui dover provvedere hanno creato condizioni difficili in cui trovare lavoro.

Il cinema italiano negli ultimi anni ha raccontato il mondo del lavoro attraverso delle produzioni tra la commedia amara e il film di denuncia che raccontano bene lo scenario in cui il diritto al lavoro si incontra con i compromessi a cui spesso ci si trova davanti. Ecco tre film italiani che raccontano della disperata ma mai impossibile ricerca di lavoro.

  • Tutta la vita davanti

Tutta la vita davanti è una commedia del 2008 diretta da Paolo Virzì e liberamente ispirata al libro Il mondo deve sapere di Michela Murgia. Isabella Ragonese, Micaela Ramazzotti, Sabrina Ferilli e Valerio Mastandrea ci offrono uno sguardo sul mondo del precariato, in particolare su quello dei call center. Il film scorre veloce, ma il sorriso è costantemente amaro.

  • Smetto quando voglio

Il sottotitolo di Smetto quando voglio la dice lunga sul senso di questo film diretto da Sydney Sibilia: “meglio ricercati che ricercatori“. La crisi del sistema universitario italiano spinge un gruppo di precari e brillanti laureati a riciclarsi nel mondo criminale dello spaccio di droga. Sintetizzando una nuova droga legale, il gruppo guidato dal neurobiologo Pietro Zinni (Edoardo Leo) diventa presto leader nel mercato, trovandosi al tavolo con i cattivi veri.

  • Scusate se esisto

Il sessismo nel mondo del lavoro viene affrontato con ironia e determinazione nel film Scusate se esisto di Riccardo Milani del 2014. Cosa fareste se, dopo una brillante carriera universitaria e anni di gavetta, il lavoro dei vostri sogni in Italia vi venisse precluso solo perché siete donne? La risposta dell’architetto Serena Bruno (Paola Cortellesi) sarà fingersi la segretaria di sé stessa in versione maschile come architetto Bruno Serena, interpretato agli occhi del capoufficio dall’amico gay Francesco (Raul Bova) che le reggerà il gioco. Scusate se esisto mette così in luce uno scenario in cui donne preparate sul lavoro vengono interpellate per fare il caffè o devono nascondere incipienti gravidanze per paura di discriminazioni sul posto di lavoro.

a cura di Marco Teruzzi

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