Fondiamo un poco la cultura cinefila con quella musicale in questo appuntamento con Feelm. Però ecco, evitiamo di parlare delle pellicole di finzione e ci focalizziamo con quelle biografiche, o che comunque si ispirano ad un personaggio del mondo della musica realmente esistito. Sinceramente i film dell’aspirante cantante di turno che dopo mille peripezie trova in maniera commovente il successo sperato hanno stufato (uno dei pochi degni di nota degli ultimi anni è Inside Llewyn Davis, ma diciamo che qui la parabola dell’eroe – o antieroe – è diversa). Ergo, vi presentiamo 4 film che raccontano l’ascesa, la discesa o un aspetto di artisti che, se non conoscete, di sicuro avrete sentito nominare.

  • Io non sono qui (I’m Not There) – di Todd Haynes

Iniziamo con quello che assolutamente non può essere definito un biopic tradizionale. L’artista al centro del film di Haynes è il controverso Bob Dylan e, se siete alla ricerca di un film che ricostruisca la sua carriera, allora è meglio che vi orientiate verso il documentario diretto da Martin Scorsese No Direction Home: Bob Dylan. Haynes fa una premessa che chiarisce già il suo intento: “ispirato alle molte vite di Bob Dylan”. 6 storie e 6 personaggi (interpretati da un cast stellare) che si fanno rappresentanti delle fasi della vita di Dylan senza mai vestirsi con il suo nome. Sicuramente molto espressivo, e con molteplici rimandi al cinema che ha fatto la storia, che cerca di osservare e quasi vivisezionare una figura che mai si è fatta conoscere davvero.

  • Love&Mercydi Bill Pohlad

Una delle band storiche della musica pop (e del surf-rock) e rivali oltreoceano dei Beatles sono i Beach Boys, capitanati da Brian Wilson che è poi il reale protagonista di questa pellicola. Il film di Pohlad si spacca in due nel seguire la vita di Wilson, da un lato abbiamo l’apice del successo dei Beach Boys che porterà alla crisi del frontman e alle turbe psichiche che accompagneranno una ricerca quasi ossessiva della perfetta melodia pop (portando prima all’album innovativo Pet Sounds e successivamente al lavoro incompiuto di SMiLE); dall’altro lato abbiamo il tentativo di rinascita dell’uomo Wilson vittima di chi lo circonda (oltre che di sé stesso) in una ricerca di purezza affettiva che forse era ciò che cercava fin dal principio.

  • Control – di Anton Corbijn

Altra band altra storia. Anton Corbijn (già all’attivo nella scena musicale in quanto fotografo ufficiale e regista di videoclip per diverse band) porta sullo schermo il suo personale ritratto in bianco e nero del leader dei Joy Division, Ian Curtis. Il film si basa in parte sul libro uscito pochi anni fa e scritto dalla moglie di Curtis, Deborah, ossia Touching From a Distance. Un film molto intimo quello di Corbijn che cerca di avvicinarsi, ma senza invadere, la figura romantica e tormentata del cantante, interpretato perfettamente da Sam Riley.

  • Straight Outta Compton – di F. Gary Gray

Cambiamo totalmente scena per dare spazio alla malfamata periferia di LA, Compton, dove negli anni a metà tra gli ’80 e i ’90 emerge pian piano il gangsta rap. Protagonisti di questa rivoluzione sono i 3 personaggi portati sullo schermo: Eazy-E, Dr. Dre e Ice Cube; che andranno a formare gli N.W.A. il cui album d’esordio sarà per l’appunto Straight Outta Compton. Oltre che testimone della nascita della band e ritratto delle lotte personali tre membri, il film si preoccupa anche di dipingere sapientemente il contesto di nascita e ad accompagnare lo spettatore nella comprensione sempre più lucida dei testi di questi pionieri della scena hip-hop.

A cura di Martina Zerpelloni

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