Allora, quanti di voi hanno una bottiglia di birra sottomano in questo momento? Oppure un bicchiere di vino? O meglio, un buon whisky direttamente dalle highland scozzesi con un leggero retrogusto di bruciato che ti prude sulla lingua? Va bè nel caso vi trovaste nella terza possibilità vi invidio parecchio. I bevitori abituali sono persone diverse dalle altre: non è questione di essere troppo viziosi, ma piuttosto avere la sicurezza di essere rinfrancati da una bella birra fresca a fine giornata che ti toglie ogni malessere e ti permette di stare in compagnia con chi meglio preferisci. Certo, il fegato ne può risentire dopo un po’, ed esagerare ogni giorno può diventare deleterio non solo per la propria condizione fisica, ma se addirittura gli antichi greci decisero di dedicare una divinità alla saggezza dell’ebbrezza del vino non si può negare che una leggera sbronza sia permessa una volta ogni tanto, poiché il bere è fatto per stare bene insieme alle persone a cui si vuole bene, se diventa qualcos’altro puoi bere quanto vuoi ma non sarà mai la stessa cosa. Ecco a voi qua tre film per chi, come me, non vuole mai sottrarsi alla possibilità di bersi una birretta al volo:

ANIMAL HOUSE
Partiamo con una pietra miliare per tutti quelli che si ritengono delle bestie da festa, incapaci di cadere anche di fronte a litri di vodka. John Landis, nel lontano 1978, decide di girare una commedia sulle confraternite universitarie negli Stati Uniti d’America, ponendo i riflettori non tanto sul rigore accademico ma sulle feste, gli intrallazzi e le bravate che, attraverso fiumi di alcool, imperversarono per il Faber College. Indimenticabile la presenza di John Belushi nel film, che incarna benissimo la verve dell’ubriacone universitario e dal quale possiamo solo imparare come organizzare dei fantastici toga party.

Animal House

LA VERSIONE DI BARNEY
Adesso invece diventiamo più riflessivi: per quelli che decidono di porsi sul bancone di un bar da soli, a sorseggiare il proprio bicchiere e pensare a cosa è andato storto in qualche particolare circostanza, oppure che ogni notte prima di dormire decide di versarsi un amaro per rinfrancarsi dalla giornata appena trascorsa. Paul Giamatti perciò interpreta un Barney qualunque (del tutto casuale la similitudine col Barney dei Simpson), un uomo che di fronte alla casualità della vita l’ha sempre affrontata con un bicchiere di qualcosa nello stomaco e che, naturalmente, ne ha tratto ispirazione. Per cui vai col inseguire donne già sposate, o litigare col proprio migliore amico, o semplicemente godersi un ultima bevuta col proprio padre… e così la vita scorre, tra un bicchiere e un altro, e questo film del 2010, diretto da Richard J.Lewis, è sicuramente la migliore accoppiata che potrete mai vedere tra storie di vita vissuta e anima da buon bevitore.

LA PARTE DEGLI ANGELI
E concludiamo invece con un film per chi non solo si dedica al bere per trarne del benessere, ma per chi vuole sentirsi un vero intenditore quando al bar con gli amici non si sa cosa ordinare da bere. Kevin Loach nel 2012 dirige questo film che parla di un gruppo di ragazzi senza più di tante prospettive che però decide di dare una svolta alla propria vita. Allora decidono di affidarsi alla passione per il whisky di uno di questi per andare a compiere una rapina in una delle distillerie più famose di Scozia, per rubare una botte di whisky costosissimo e che viene messo all’asta per milioni e milioni di euro. Tra mille peripezie, i ragazzi riusciranno a compiere la missione attraverso tutto un excursus storico di come il whisky sia diventato così importante per la vita quotidiana di ogni tipico scozzese. Perciò non vi preannuncio il significato del titolo del film, guardatevelo stasera e accompagnatelo con un buon bicchiere di qualcosa, magari proprio di un buon whisky scozzese.

A cura di Edoardo Marcuzzi

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