“Domani tutti i giornalisti scriveranno che al concerto di Fabri Fibra c’erano i cori da stadio nonostante i suoi 41 anni” queste le parole di Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, all’apertura del suo secondo concerto sold out all’Alcatraz di Milano, tenutosi martedì 7 novembre.

Il live inizia in maniera esplosiva, con la hit che lo ha riportato sulle scene lo scorso anno, ovvero “Fenomeno”. Pungente, ironica e dal ritmo incalzante, in classico stile Fabri Fibra.
Il pubblico è abbastanza variegato, anche se la grande maggioranza è composta da giovani ragazzi, che tra una canzone e l’altra fumano e si scolano qualche birra rendendo la temperatura del locale ai livelli di una sauna.

Le canzoni proposte nella prima parte del concerto sono quasi tutte dell’ultimo album, come “Equilibrio”, “Money For Dope” interessante critica al mondo consumista di oggi che nel ritornello ripete “compriamo cose ma ci servono davvero? O siamo sotto con la pubblicità?”.

Ogni tanto riaffiorano grandi hit del passato, alcune più trash come “Non fare la puttana” e “Vaffanculo Scemo” e altre più serie come “Applausi per Fibra”. Quest’ultima la scrisse undici anni fa, al suo arrivo a Milano e lo portò alla notorietà. Gradevole il nuovo singolo proposto “C.V.D.M” che rimarca molto l’onda dei suoi primi brani, tra polemica e satira con come sfondo su un grande schermo rosso delle statuette di gatti cinesi.

La parte più travolgente e divertente del live arriva verso la fine, quando in sequenza vengono suonate “Bugiardo”, “In Italia” uno dei primi singoli in assoluto a vantare la collaborazione di un grande cantante (in questo caso Gianna Nannini) con un rapper, “Vip in Trip”, la futuristica e dance “Tranne Te”, l’hit per eccellenza dell’estate appena trascorsa “Pamplona” con un Tommaso Paradiso a sorpresa sul palco e in conclusione la romantica “Stavo Pensando a Te”, che è tra le canzoni meglio riuscite di quest’ultimo album.

Le 23 canzoni in scaletta scorrono molto velocemente, in accompagnamento per ogni brano vengono proposte grafiche su grandi schermi abbastanza semplici. Si passa da immagini psichedeliche con “Tranne Te”, a un paesaggio americano con un ponte simile al Golden Gate Bridge al tramonto con “Stavo Penando a te” a soldi svolazzanti con “Money For Dope”.

Durante il live viene più volte mandato in loop la frase “Se ti dicono lascia stare, tu che fai lascia stare?” presa dalla canzone “Lascia Stare”. Questo è un po’ l’inno di Fabri Fibra che porta avanti con orgoglio durante tutto il concerto, ribadendo anche tramite video sul grande schermo e a parole che più volte durante la sua vita gli è stato detto di lasciar perdere, che facendo rime non si può vivere e di trovarsi un vero lavoro. Ma lui non ha mai lasciato stare, non si è mai arreso e si può davvero considerare il simbolo del rap italiano.

Fibra ha 41 anni all’anagrafe ma è totalmente al passo con i tempi e soprattutto pronto a dettare ancora a lungo le regole nello spietato mondo del rap. L’impressione lasciata è ottima, e conferma che quando uno è un grande e ha talento non ha bisogno di grandi cose attorno a sé, basta un palco, un microfono e la sua musica. Poi il resto, è storia.

A cura di Giulia Lansarotti

Setlist:Fenomeno | Red Carpet | Vaffan***o sc | Equilibrio | Money for Dope | Verso altri lidi | Cronico | La pula bussò | C.V.D.M. | Come Vasco | Dipinto di blu | Ogni giorno | Non fare la puttana | Applausi Per Fibra | Mal di stomaco | Idee stupide | Lascia stare | Alla fine di tutto questo | Bugiardo | In Italia | Vip In Trip | Tranne te | Pamplona

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