Explosions in the sky @ Circolo Magnolia

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“Grazie mille, siamo le esplosioni nel cielo”.

Per un attimo mentre Munaf Rayani espone le cinque righe di discorso in italiano che ha imparato durante il pomeriggio sembra che sul palco ci sia Papa Francesco.

Ma la benedizione ieri sera è spettata agli Explosions in the Sky, uno di quei gruppi che inconsciamente attendi da così tanto tempo che quasi fa strano vederli in carne e ossa.

Alle 22 e qualcosa i cinque texani sono sul palco estivo del Magnolia all’aperto, dove tutti invocano l’intervento divino contro la pioggia. Sono a Milano a presentare il loro nuovo album, il settimo in studio, uscito il mese scorso. The Wilderness apre a nuove sonorità, con ampio uso di synth, che si amalgamano molto bene col suono che li ha sempre contraddistinti. Come scrivono loro nella presentazione del disco “If The Earth in Not A Cold Dead Place was the defining album of Explosions in the Sky’s career, The Wilderness is the band’s (re)defining album”. Dal vivo ha promesso davvero bene, approfondiremo. Poi all’improvviso una Greet Death che pettina tutti e ridesta lo spettacolo che continua, senza alcuna pausa, spaziando dal nuovo lavoro alla colossale The Birth and The Death of the Day.

La schiera di telefoni sulla sempreverde Your Hand in Mine si può giustificare, ma sono sicuro che esista un girone apposito là sotto dove risiedono per l’eternità quelli che hai concerti anticipano le melodie per mostrare agli altri che conoscono il gruppo. Davvero, ne sono sicuro, saranno lì insieme a quelli che al cinema anticipano le battute. Godetevi i vostri spoiler infernali, bastardi.

A chiudere il tutto è The Only Moment We are Alone, che purtroppo cala il sipario su questa ora e mezza di bocca aperta e occhi e orecchie spalancati. Uno show mai risultato pesante anche grazie ai giochi di luce che hanno accompagnato le montagne russe sonore del loro sound, dall’inizio alla fine.

Proprio per la bellezza di tutto questo spettacolo forse avrebbero potuto osare un po’ di più sui tempi, visto anche il costo del biglietto, ma come annuncia Rayani, tornando sul palco a recuperare la giacca (mentre tutti già credono nel bis) hanno dato tutto quello che avevano (guardare le serratissime date del tour mondiale per credere) e promettono di ritornare. E ancora attendiamo.

A cura di Giovanni Pedersini

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