Ex-Otago @ Spaziomusica (Pavia)

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Domenica 12 febbraio, siamo stati allo Spaziomusica di Pavia, per la serata organizzata da Alabaster a sentire gli Ex-Otago.

Si sono fatti attendere.
Si sono fatti attendere, ma ne è valsa la pena.
A Spaziomusica li si aspettava dal 16 dicembre, la sera in cui Maurizio ha avuto la peggio contro l’influenza. Ieri sera sono arrivati con tanto di furgone nuovo, freschi di Rai. Non di Sanremo eh, tranquilli. Si sono fatti attendere, ma per uno show così, ne è valsa decisamente la pena.

Arriviamo in via Faruffini presto, molto prima del solito, perché sappiamo che ci sarà molta gente: da Lecco a Genova, da Pessano con Bornago a Siena.
Dentro lo Spazio si cuoce, come al solito, e sgusciamo direttamente fin sotto al palco, come al solito.

Aprono la serata i The Last Project un gruppo pavese che presenta la loro ultima fatica dopo cinque anni di silenzio: Pyrotechnic.
È un quartetto maturo, non tanto anagraficamente ma musicalmente, ci propongono pezzi solidi e ricercati, nei testi come nei suoni. Un po’ new Wave un po’ Kings of Leon. Forse il titolo dell’album è una citazione, sta di fatto che si fanno apprezzare oltre che per i pezzi per una buona padronanza del palco, e suonare in casa non può che aiutarli a rompere il ghiaccio facilmente.
Finito il loro show non rimane che aspettare nel caldo micidiale di Spazio, mentre il locale si riempie all’inverosimile.

Si abbassano le luci e gli Ex-Otago si dispongono sul palco, intanto telecronaca di sottofondo. Si segna e Genova esulta. Si distinguono in controluce, 5 come a calcetto.
‘Stai tranquillo’ è il pezzo che apre il live, per far capire fin subito che ‘calmi non sono’. A ripetizione partono brani dall’ultimo album Non molto lontano, La nostra pelle e brani dei precedenti lavori come Amico bianco.
Maurizio (frontman) si concede una pausa e si presenta ad un pubblico già caldo. Si riparte da Gli occhi della Luna orecchiabilissimo e disponibile anche con la partecipazione del buon Jake la Furia. Il palco di Spazio, già di per se non imponente, si annulla fino a scomparire, gli Ex-Otago sono perfetti nei tempi, nei siparietti e nei pezzi, cantano e fanno cantare, si divertono e divertono.

ex-otago

Dopo un paio di brani più tranquilli si arriva al pezzo forte della serata con i pezzi storici, da Patrizia a Costa Rica passando per Figli degli hamburger.
Alternati si lanciano sul pubblico, cantano o suonano tra i presenti, e il pubblico, soprattutto di origine ligure non può che apprezzare.
Mare necessita di una breve introduzione, che riporta un po’ di quiete, perfetta come scenario per Quando sono con te durante la quale la voce e i suoni degli Ex-Otago sono momentaneamente sommersi da 300 voci.
Rincominciamo da 3 è l’ultimo pezzo prima del delirio finale: Cinghiali incazzati fa smuovere Spazio come non succedeva da tempo.

Gli Ex-Otago hanno 5 dischi alle spalle e 14 anni di carriera e nel live si percepisce immediatamente. Danno l’immediata impressione di aver compiuto quel passo decisivo verso ‘altro’. Un altro rispetto ciò che erano prima, sia a livello di suono e ispirazioni per quanto riguarda l’album, sia di attenzione e cura per quanto riguarda le performance dal vivo.
E poi sono simpatici. E veri, che non guasta mai.

A cura e photo di Ivan D’Antuono 

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