Ex Otago @ Serraglio (Milano)

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Sabato, 19 Novembre, è stata una serata speciale in compagnia della band ligure Ex-Otago.
Ad aprire il concerto c’erano Le Pinne. Il duo al femminile, ideato da Simona Severini e Irene Maggi, ha fatto divertire tutto il Serraglio. Ci hanno intrattenuto con un vento di simpatia e di novità. I due “geni incompresi”- come si definiscono loro – ci hanno trasportato in scenari familiari, facendoci vivere la quotidianità con un filo di ironia. Con la semplicità delle loro voci e usando la chitarra come unico accompagnamento, hanno creato una sinergia perfetta.

Le Pinne ci hanno raccontato storie divertenti: da un flirt nato al centro commerciale all’incontro con una commessa di un Autogrill di Amsterdam, di nome Frau Mescaline.
A chiudere l’esibizione una cover di “If I needed you”, una canzone malinconica al contrario dei loro pezzi precedenti. A spiegare questa particolare scelta sono state le parole di Simona: “Adesso vi proponiamo una cover. È un po’ triste questa canzone, ma in fondo tutti noi siamo persone tristi”.

Tra gli applausi Le Pinne sono scese dal palco per lasciare il posto ai tanto attesi Ex-Otago. La band genovese, senza perdere tempo con le parole, ha aperto subito il concerto con il primo pezzo “I Giovani d’Oggi” del loro nuovo album “Marassi”. Da subito sono stati capace di trasmettere tutta la loro grinta e la loro passione. “Lasciateci sbagliare inseguendo le nostre visioni e scoprirete che avremo qualcosa da urlare”, con queste parole sono riusciti ad arrivare a tutti, e a dare voce alle nuove generazioni, considerate senza speranza e senza ideali.

Fin da subito si è vista la semplicità degli Ex-Otago, gioco di luci minimal e vestiti casual, in questo modo hanno lasciato lo spazio per  trasmettere la musica così com’è, senza distrazioni.
Dopo diverse canzoni nel loro caratteristico stile indie pop, con le quali hanno fatto scatenare gli animi, hanno calmato le acque con “La Nostra Pelle”, uno dei miei pezzi preferiti. Sono state delle luci rosse ad accompagnare questa canzone molto soggettiva e introspettiva. Attraverso questo pezzo, la voce di Maurizio e la potenza della band sono riuscite ad entrare nell’interiorità delle persone.

A seguito hanno eseguito “Gli occhi della luna”, proponendo uno stile eclettico, un mix tra Kavinsky e gli Arctic Monkeys: sembrava di essere stati trasportati nella colonna sonora di Drive. Verso la fine di questa canzone ecco che è salito a supporto un ospite inaspettato, Jake La Furia. Questa sorpresa è stata molto apprezzata dal pubblico, già in fervore per la fantastica performance del gruppo ligure.

Con la loro potenza, questa band mi ha trascinato in un viaggio verso luoghi lontani come la “Costa Rica”. La gente che cantava, la musica estiva stile bossanova, la serenità che trasmettevano, erano la combo perfetta che mi ha fatto assaporare la “Pura Vida”, e la bellezza del nostro mondo. Dopo “Foglie al Vento”, hanno richiesto le luci stroboscopiche e hanno chiesto al pubblico di ballare sotto le note di “The Rhythm of the Night”, cover acustica di una pietra miliare della dance anni ’90, e gli spettatori non hanno deluso le loro aspettative.

Con “Mare”, quinto singolo del nuovo album, eseguito subito dopo la cover dei Corona, era come se vedessi il paesaggio di Camogli davanti a me, e non ho fatto altro che pensare a come, con parole così semplici, gli Ex- Otago riuscissero ad alimentare l’immaginazione e a trascinare le persone in un fiume di sentimenti, di passione e di felicità.

Il concerto si chiude con uno dei loro pezzi più conosciuti, “Cinghiali Incazzati” e il pubblico, cantando con loro, formava un’unica voce.  La band è uscita ringraziando, ma i fan hanno richiesto il bis con grande fervore. I ragazzi allora sono saliti nuovamente sul palco del Serraglio. Tutte le mani erano rivolte al cielo per “Quando Sono Con Te”, dove Maurizio è sceso tra il pubblico, seguito poi da Francesco Bacci che, preso dal fervore, nell’ultimo pezzo “Figli degli Hamburger”, si è lanciato sul pubblico, un po’ come Jack Black in School of Rock.

Sono stati incredibili superando di gran lunga tutte le mie aspettative. La loro passione ha prodotto grandi risultati, e sinceramente spero di vederli un’altra volta qui a Milano prossimamente.

A cura di Anna Bisceglie

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