La guerra al fronte, l’ansia del ritorno, la paura della morte scandita dal rumore dei bombardamenti, che sembrano squarciare il cielo soprastante le case di donne in attesa di ritrovare salvi i loro cari. Le lettere che custodiscono gelosamente nei breviari o tra le vite dei santi. L’apprensione nel nascondere il prosciutto dai lanzichenecchi affamati e fraudolenti. Questo è lo scenario in cui prendono vita le vicende di quattro donne: una madre (Paola Giacometti), le due figlie (Francesca Gemma e Chiara Serangeli) e una zia (Monica Faggiani), messe in scena, in anteprima, al Teatro Sala Fontana il 16 e 17 ottobre.

Quando si parla della guerra la prima cosa a cui pensiamo è il soldato, il fuoco nemico e la paura. Siamo stati abituati ad associare la frontiera ad una linea di ferro che separa i “buoni” dai “cattivi”, o almeno così ci hanno sempre insegnato i libri di storia e i racconti concitati dei nonni. Un aspetto rimasto spesso censurato è l’inibizione femminile nei confronti di tabù come l’attrazione erotica per i propri uomini, chiamati a vestire l’uniforme da soldato e, se fortunati, sconvolti o mutilati.
È questo l’argomento che Stefano Braschi, insieme alla regia di Stefano Cordella, ha voluto portare sul palcoscenico.

Erotica linea gotica, proprio come suggerisce il titolo, cerca di raccontare la fragilità di quella che poteva essere la donna durante la Seconda Guerra Mondiale nei confronti di un impeto del tutto fisiologico e spontaneo, ma che ancora oggi subisce il peso di sovrastrutture fatte di pregiudizi e moralità, a volte, prive di senso.
Il sesso, un argomento ritenuto peccaminoso dalla dottrina cattolica, trova in questa pièce largo spazio, manifestandosi tra la curiosità impetuosa della figlia sveglia che ne parla senza troppi peli sulla lingua e che si ritira nella lettura del Piacere di D’Annunzio, e i racconti di gioventù della madre e della zia, per passare attraverso il fantasticare innocente e naif della figlia obbediente.

Un tema scomodo allora come oggi. Nonostante il secolo e la digitalizzazione che dovrebbe far sentire le donne più libere di esprimersi e accettare i loro impulsi, sembra come se quello che definiamo “progresso”, di fatto, non abbia poi lasciato un segno così evidente. Ancora oggi, infatti, troppe donne si sentono in imbarazzo a parlare di certe cose, di accettare di provare determinate emozioni in specifici contesti e con certe persone, piuttosto che altre. Abbiamo lottato a lungo per la parità dei sessi, ma ancora appare piuttosto ardua la possibilità per una donna di parlare liberamente di amore carnale e passione erotica, senza finire per sentirsi grottesca e, per così dire, gigolette.

Nello spettacolo, che si replicherà al Teatro Libero dal 26 al 31 ottobre, le donne sono libere di sognare e di toccare, quasi letteralmente, il tema che ruota intorno al rapporto che si ha con il corpo. Si inizia a capire cosa sia e quali le forze lo animano, per poi cercare di abbattere quella frontiera, quel limite, che trova la sua espressione nel passaggio di calore fra due corpi vicini, che diventano un tutt’uno. Il superamento del limite è qui auspicato dall’inesperienza delle quattro protagoniste, a tratti un po’ rustiche, che si trovano a dover affrontare le difficoltà di una guerra che stravolge la vita e mette in pericolo la possibilità di un futuro in cui soddisfare la loro tensione erotica, simbolo di vita pulsante che si scontra al presagio della morte.

Per quanto possa sembrare pesante, il tema dello spettacolo è posto in termini ironici, permettendo l’instaurarsi di un dialogo tra pubblico e attori che solo il teatro è in grado di garantire. Noi spettatori ci troviamo così davanti alla vergogna ingenua di donne che provano esattamente lo stesso interesse degli uomini e che si mettono a nudo sul palcoscenico, facendoci sentire non completamente soli con i nostri interrogativi sull’esistenza e la vita stessa.

A cura di Elisa Zampini

EROTICA LINEA GOTICA
di Stefano Braschi

Regia: Stefano Cordella
Con: Monica Faggiani Francesca Gemma Paola Giacometti Chiara Serangeli
Scene e Ideazione Grafica: Andrea Colombo
Produzione: TEATROUVAILLE in collaborazione con Centro di Produzione Teatrale ELSINOR

In scena al Teatro Libero dal  26 al 31 ottobre 2017

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