Ermal Meta @ Alcatraz, Milano

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Domenica 7 maggio si è esibito all’Alcatraz di Milano il noto cantautore di origine albanese Ermal Meta.

Sin da subito emerge il frutto della sua musica e dei suoi anni di lavoro sia come membro di una Band (La Fame di Camilla) e da solista. Il pubblico è ben variegato, tra gli innumerevoli adulti emergono facce note nel mondo del giornalismo musicale come Paolo Giordano e Luca Dondoni.

Ad aprire le danze è “Odio le favole” canzone che ha segnato la sua svolta solista e con la quale ha acquisito visibilità sul palco di Sanremo giovani del 2016. Il palco è circondato da schermi rettangolari incorniciati da Led che propongo per ogni canzone immagini\video e luci differenti. Subito dopo segue la hit “Lettera a mio padre” con un testo struggente.

Durante tutto il concerto si ha modo di gustare la magica penna autoriale di Ermal, ogni brano in qualche modo riesce a toccare una parte della tua anima con parole dolci ma anche amare, raffinate, tutte circondate da un’aura magica che solo lui ha il dono di evocare.

Il live proposto è di lunga durata, le canzoni in scaletta sono 22 e vengono proposte diverse atmosfere, con un bel mix di suoni. Con “Gravità con me” l’Alcatraz si tinge di rosso, colore della passione, e si canta e si balla all’insegna dell’amore, quello che ti fa male che ti manca ma anche che ti salva. Tra suoni più dance pop internazionali, che si ritrovano anche in “Bionda” e “Bob marley” si contrappone un Ermal più tradizionale e legato alle classiche sonorità italiane. Tra i vari pezzi proposti in acustico, il vero momento magico è stata l’esibizione di “Terra mia” di Domenico Modugno, con la quale ha vinto il premio della Critica a Sanremo 2017. Lì emerge la sua vocalità a tutto tondo, con questo suo timbro nasale ma potente, caldo che ti pervade ed un falsetto incredibile, da brividi.

Artista eclettico, suona la chitarra e il piano in numerosi brani, sa stare sul palco e con il pubblico interagisce offrendo varie immagini del suo modo di vedere e vivere il mondo. Apice della serata è stato quando una ragazza nelle prime file ha avuto un malore. Non ha esitato a interrompere il pezzo per poi farla sedere vicino al palco e dedicarle la meravigliose “Schegge”.

Tra brani del suo primo album “Umano” fino al suo ultimo progetto “Vietato morire” il tempo vola, tra gli ospiti della serata il Sassofonista Luca Brizzi che regala un’introduzione al brano New York, tra le luci soffuse, incantata, che ti trasporta in un altro modo, quasi in uno di quei classici seducenti piccoli locali jazz americani.

La serata finisce come una grande festa, tra i mille ringraziamenti del Ermal, che potrebbe dirsi arrivato avendo in attivo un tour quasi tutto sold out ma che è rimasto coi piedi per terra e con un apprezzatissimo senso umiltà. Come da lui detto durante la serata “la normalità è il vero incantesimo”, grazie per farne parte.

A cura di Giulia Lansarotti

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