Conquistare molteplici premi è sicuramente un passo importante nella carriera di un regista, ma sbarcare anche sugli schermi statunitensi forse, rappresenta il traguardo che quasi tutti sognano di raggiungere. E dopo La pazza gioia e il suo successo, Paolo Virzì è riuscito a farsi corteggiare dalle produzioni d’oltre oceano per molto tempo e cedere infine, alle lusinghe entrando quindi anche lui nella rosa degli artisti italo-statunitensi di maggior fama.

La pellicola in questione è Ella e John, la storia di due anziani che, medicine alla mano, tolto il polverone dal The Leisure Seeker – il vecchio camper di famiglia – , intraprendono un viaggio verso Key West, attraverso la Old Route 1 per approdare alla Casa di Hemingway.

Il solito film in stile “on the road” tanto caro al genere americano, direte voi. Si, ma fino a un certo punto: l’idea di Virzì era proprio quella di prendere quello stile narrativo e cinematografico, che solo il cinema italiano sa rendere, e mescolarlo con il genere più leggero e anacronistico della vicenda all’americana. I due protagonisti infatti, non sono solo viaggiatori, ma hanno delle personalità importanti e dei caratteri molto diversi tra loro che con l’età che avanza, non stentano a venir fuori in maniera ancor più preponderante. Lui, un ex professore di lettere dell’università, folle amante dei grandi classici e di Hemingway, la cui mente oramai è a tratti carta bianca e a tratti grande lucidità. Lei, invece molto lucida e intelligente, con problemi di salute dati dalla vecchiaia che però non le impediscono mai di avere un sorriso sulle labbra. E non è la malattia la vera protagonista, ma le storie che entrambi riportano alla memoria (più o meno andante). Sono le antiche ossessioni e le rivelazioni la vera chiave di lettura del film, che non fa che rimarcare come la vita sia sempre un continuo evolversi, anche se le condizioni fisiche sembrano essere al limite. E anzi, la vecchiaia è quel periodo nel quale possiamo azzardarci a fare le cose più folli, con la mente leggera perché, citando Ella “non abbiamo niente da perdere”.

Un dramma che ci fa assaporare anche quel riso amaro, ci fa emozionare e pensare che infondo la vita, non è altro che un lunghissimo e meraviglioso viaggio di cui alla fine, resteranno solo i bei ricordi e qualche fotografia.

A cura di Elena Giuliano

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