ELITA DESIGN WEEK FESTIVAL: SVEN VATH

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Luce.

I nostri due redattori attendono in fila per ritirare l’accredito. Dietro di loro, due ragazzi milanesi sulla ventina si salutano e iniziano a “dialogare”:

Bella. Anche tu da Sven?                                                maurizio

Fxxa, non vedo Sven da due anni.

Boss.

Lo ascolterei all night long.

Bomba.

Puoi dirlo forte, zio.

Silenzio.

Quest’estate vado a fare il PR a Ibiza.

Buio.

Sono le 23.30 e qualcuno decide di aprire le porte. La folla comincia subito ad invadere il padiglione 10 degli incomparabili East End Studios. C’è gente di qualsiasi genere, età ed estrazione sociale. Davanti ai nostri amici,Maurizio Schmitz – dalle scarpe da tennis  color argento – fa ballare un 50enne in sneakers, un 18enne con gli occhiali da sole sulla nuca ed una ragazza in tacchi a spillo e trench nero. Sembra il caso di dire che la musica unisca la gente meglio di qualsiasi altra cosa. Dopo quasi un’ora la sala straripa e Sven Vath sale sul palco. Urla, mani in aria, cellulari pronti a scattare. Anche da cinquantenne il famosissimo Dj fa un certo effetto sul suo pubblico. Nessuno sta fermo, tutti si muovono a tempo e interagiscono con uno Sven Vath pronto a rispondere a gesti e ad incitare la folla mostrando i suoi vinili uno per uno, ogni volta che li mette su. Quattro ore di dj set. Quattro ore di vero divertimento. Insomma, una serata che non andrà via dalla mente facilmente. E ricordate, come cita la t-shirt indossata dal Dj durante la sua esibizione, “We are all one”.

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