ELITA DESIGN WEEK FESTIVAL: DAY 4 (LIVE REPORT)

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A cura di Alessandro Melioli e Giuseppe Giovine

Il sabato della Design Week è da sempre il giorno più atteso e carico di eventi, nel quale la manifestazione raggiunge l’apice e mostra il suo splendore, riempiendo Milano di persone, luci, suoni ed esposizioni. Elita Design Week Festival, da 10 anni evento imperdibile di questa settimana, non poteva essere da meno e presenta, probabilmente, il meglio della programmazione nella quarta giornata. Siamo al Teatro Franco Parenti, la casa di questo Elita. Il sabato ci regala una line up particolare, con caratteristiche leggermente diverse dalle serate precedenti: oggi infatti il sound dominante sarà quello dell’hip hop, dove i suoni dell’elettronica, protagonisti di questo festival, si contaminano con sonorità differenti, dal funk al rap.

Sono le 15 e l’ingresso del teatro è già preso d’assalto da centinaia di persone: tutti in fila a iscriversi e a presentare moduli. No, non è un ufficio postale, ma è l’inizio del Red Bull BC One Milan Cypher, tappa milanese della più prestigiosa competizione di breakdance al mondo. L’atmosfera è già elettrizzante, nonostante siano solo le prime ore del pomeriggio. Al centro del foyer basso è posto il ring dove si andranno a sfidare i ballerini e Dj UraGun, dall’alto della sua console, è già intento a pompare musica. Intorno ci sono quattro postazioni in linoleum, dove i bboys si allenano e si riscaldano formando i cypher, i cerchi per le battle. Alle 17 inizia la sfida, annunciata a gran voce dallo speaker e dai tre giudici, due dei quali sono venuti appositamente a Milano dalla Russia e dalla Spagna. I 102 partecipanti battagliano a ritmo di musica per le due ore successive, dando vita a perfomance incredibili e costringendo i numerosi spettatori a non perdersi una singola esibizione: dal bambino alle prime armi ai professionisti più navigati, nessun bboy si tira indietro. Solo in 16 passano il turno e questi vanno a sfidarsi nella Sala Grande alle 19. In palio, oltre l’onore e il prestigio, c’è il pass per la Battle of the Year che si terrà a Roma il 19 settembre, evento valido per l’accesso alla World Final 2015. Ottavi, quarti, semifinali e finali. Un’ora e mezza di musica, danza, acrobazie e tanto spettacolo. I bboys rimasti sono davvero i migliori e lottano su ogni beat per mostrare il meglio di sé. In un’atmosfera carichissima, tra applausi e ovazioni, vince il braker milanese Ibra, accolto dal boato del pubblico.

La vera festa inizia qua. Dal palco Ice One, dj e mc storico della scena hip hop italiana, e la P-Funking Band, marching band composta da 15 elementi con impronta funk/hip hop, aprono le danze, intrattenendo i presenti per una buona mezzora, accolti con calore dalla folla e chiamati a fare numerosi bis. In ogni angolo del teatro risuonano i sax della band e al ritmo di questa musica, un po’ dance, un po’ funk, un po’ soul, tutti i bboys e i presenti continuano la festa; su note simili anche i più legnosi sono costretti a muovere le anche. Questo è soltanto l’antipasto; in un clima carico di energia, intorno alle 21:00 le porte della sala principale si riaprono.

Il primo artista ad esibirsi è Mecna. In linea con quelli che sono i sui dogmi, a fare da padrone nella stanza sono colori freddi. Luci bianche e celesti invadono il palco fin quando, sulle basi di Alessandro Cianci e Iamseife, il rapper foggiano non da il via al concerto. I pezzi e le sonorità del nuovo album Laska sembrano essere stati accolti positivamente dal folto pubblico presente che ascolta, canta e si lascia trasportare dai suoni graffianti e nordeuropei di brani quali Dove sei tu, Taxi e Non dovrei essere qui. Nonostante lo spettacolo duri appena 45 minuti c’è comunque tempo per l’ingresso sul palco di Yakamoto Kotzuga, producer del brano 31/08 e per assaporare vecchi brani come Nessun Altro e quello conclusivo, Fatto così, il cui finale rappresentate un uscita di scena rispecchia ciò che davvero accade: Mecna ed i suoi ospiti lasciano la sala mentre il pubblico è sommerso da piccoli pezzi di cotone simboleggiante la neve e l’inverno, elementi caratterizzanti dei dischi del Nostro.

C’è grande attesa per gli Shabazz Palaces, prima volta per loro in Italia. Si presentano sul palco subito dopo Mecna; le luci sono soffuse, solo qualche faro rosso li illumina. Il duo di Seattle, composto da Ishmael “Palaceer Lazaro” Butler  e da Tendai “Baba” Maraire, presenta un hip hop sperimentale, partendo dall’elettronica e servendosi nei live di strumenti e percussioni quali bongos, piatti e maracas. Il suono accoglie una vasta gamma di sfumature, dalla psichedelica al r’n’b al rap. Il live dura un’oretta e mezza e vengono proposti molti brani tratti dall’ultimo lavoro, Lese Majesty. Si va dai pezzi più noti, Forerunner Foray per esempio, fino a #CAKE, per l’occasione annunciata in italiano e accolta con grande entusiasmo dai fan. La loro è una musica coinvolgente, che ti trascina dentro un flusso di infiniti suoni. Perfetto per questo Elita.

Ecco il gran finale, la vera guest star di questo sabato al Parenti: DJ PREMIER. All’anagrafe Christopher Martin, l’artista americano vanta collaborazioni con giganti della musica come Jay-Z e Notorious B.I.G., ed è considerato uno dei migliori produttori discografici al mondo. Lo storico dj dei GangStarr, ieri sera è stata la ciliegina sulla torta per la conclusione della serata. Nemmeno inizia che la sala si riempie con il massimo di persone che può contenere, tant’è che si è creato un altro clima, forse c’erano 40 gradi, ma era l’ambiente giusto per l’arrivo di una pietra miliare dell’Hip Hop mondiale. Dj Premier schiaccia subito sull’acceleratore e fa scatenare tutta la platea, tutti mani alzate e a ritmo con le sue basi e si inizia a ballare. Non si ferma un minuto l’ex GangStarr e uscito dal suo djset ti ritrovi sudato ma soddisfatto. Il modo migliore per concludere questa stupenda maratona di musica e divertimento in una location speciale come il Parenti. Grazie a Elita, un festival che sa regalare emozioni uniche.

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