ELITA DESIGN WEEK FESTIVAL: DAY 2 (LIVE REPORT)

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A cura di Federica Varbella e Francesca Maria Montanari

Nessun confine, nessun limite. La seconda serata dell’ Elita Design Week Festival non smentisce il tema che gli organizzatori hanno scelto per questa 10ª edizione: #BORDERLESS. In un Teatro Franco Parenti overbooking, si sono avvicendati quattro tra i migliori gruppi che hanno fatto della contaminazione tra ritmo elettronico, tonalità underground ed equilibri classici la loro fortuna. Grandi performance che perfettamente si combinano con gli spazi e le attività collaterali pensate da Elita, in una fusione perfetta di sperimentalismo multicolore, azzardi estetici e armonie artistiche.

Ore 21. Le luci si abbassano e sul palco arabeschi di fiori di loto e magnolie ci danno il benvenuto nel Kabuki dell’Elettronica . Si inizia in corsa con THE KVB , il duo audio-visual composto da Klaus von Barrel e Ket Day. Gli artisti di “The Black Sun” anche questa volta non hanno smentito la loro incredibile capacità di entrare in sintonia con il pubblico. L’effetto empatico è istantaneo: sintetizzatori e feedback motoristici si incrociano con una introversione genuina, con sentimenti puri e semplici che incantano il corpo e, perché no, anche il cuore!

Poi arriva POPULOUS. Andrea, figura portante dell’elettronica italiana, in questo periodo è sulla cresta dell’onda grazie al nuovo album “Night Safari” e ieri sera ce ne ha dato una prova schiacciante: ritmiche fluide, magnetiche, inaspettate. Ogni volta che toccava il sintetizzatore non sapevi dove Populous ti avrebbe portato! Un’ unica certezza : non avresti mai voluto smettere di ballare.

La catarsi elettronica continua e la serata prende il volo con i BOB MOSES, The Brooklyn-by-way-of-Canada duo, composto da Tom Howie e Jimmy Vallance. “ I nostri live vogliono rappresentare ciò che un DJ e una Rock Band possono creare unendosi” . Il ritmo scorre perfetto, un mix di dance/electro, chitarra e voce. Con i Bob Moses perdi l’orientamento. Il duo, che si è formato nella Grande Mela al Marcy Hotel, simbolo della scena della musica contemporanea e underground americana, nasce infatti dall’amore per la “70’s Punk Era” di New York, di cui attualizza suoni e atmosfere, e non di rado chi li ascolta non sa se si trova ad un concerto rock di quarant’anni fa o ad un live di elettronica d’avanguardia. Una cosa possiamo darla per certa: i Bob Moses, grazie alla loro capacità di trasportare il pubblico in una dimensione senza tempo, non saranno certo delle meteore!

Lo spettacolo si chiude con un Djset di MACHINEDRUM. Lo chiamano “Electronic Music Renaissance Man” e non potrebbe essere definito altrimenti! In un’ora ha saputo regalare al pubblico un’esperienza indimenticabile: ha unito generi musicali, che in nessun altro modo avrebbero avuto possibilità di toccarsi, alla sua conoscenza di tecniche sperimentali, che lo hanno reso pioniere della musica elettronica dal 1999. Non è difficile immaginare l’entusiasmo che questi 4 artisti hanno diffuso fra il pubblico; infatti i volti di chi è rimasto per tutto il live erano quelli di chi sarebbe restato ad ascoltarli fino al mattino, perché quando c’è alta qualità è inutile… il tempo ladro scorre velocemente!

Quindi…Se la fame vien mangiando, le prime due serate non sono state che l’antipasto di questa scoppiettante edizione dell’Elita Design Week Festival. Ci auguriamo quindi che non siate sazi e che i vostri timpani non siano già stanchi, perché il meglio deve ancora arrivare! A domani con il prossimo live report.

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