Ed Sheeran @ Pala Alpitour (Torino)

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Reduce dalla pubblicazione di Divide, il suo terzo album in studio, che ha già venduto più di 4 milioni di copie in tutto il mondo e che ha frantumato tutti i record di Spotify (il giorno dell’uscita l’album ha ottenuto 56 milioni di stream), Ed Sheeran ha scelto proprio l’Italia per iniziare il tour mondiale in supporto a questo nuovo progetto. Doppia tappa, infatti, a Torino: dopo il sold out in pochi minuti della prima delle due, il management del cantautore ha rilasciato a sorpresa anche i biglietti per il 16 marzo, giorno in cui abbiamo avuto la fortuna di ascoltarlo al Pala Alpitour.

Incredibilmente puntuale, alle 20:30 spaccate, Ed sale sul palco, pronto ad iniziare il suo one man show: per tutta la serata non sarà mai accompagnato da una full band, ma si esibirà sempre e solo con la sua chitarra e una loop station. Si inizia subito con Castle On The Hill, uno dei due singoli lanciati per promuovere l’ultimo album, e l’emozione di tornare sul palco si fa subito sentire quando sbaglia a registrare la traccia per la loop station: “scusatemi, questo è il mio primo concerto in due anni, sono veramente emozionato” dice, riconquistando subito il caloroso pubblico. Si prosegue con Eraser (la bellissima opening track del disco) e The A Team (uno dei suoi primi successi), poi Don’t (dal suo secondo album) in mashup con New Man, uno dei nuovi brani.

Il pubblico intero rimane stregato dalla capacità del cantautore di intrattenere 14.000 persone con il solo supporto di una chitarra; la scaletta, poi (un’incognita per tutti, essendo stata la prima tappa del tour), non avrebbe potuto essere migliore: Ed sa sapientemente unire le canzoni che vuole suonare con quelle che il pubblico si aspetta di sentire; quindi Happier, Galway Girl, How Would You Feel (unica canzone che non suona da solo: viene infatti raggiunto sul palco dall’amico Ashton Miranda, che suona per lui la tastiera), ma anche le eccezionali I’m a Mess, Bloodstream e I See Fire (dalla colonna sonora de Lo Hobbit).

Chiusura in grande stile con Sing e Shape Of You, due dei suoi brani più amati dalle radio e dal pubblico mainstream, You Need Me I Don’t Need You, che funge un po’ da manifesto per la sua musica, e inaspettatamente What do I know?, contenuta nell’ultimo album, che il cantautore chiede di cantare mentre si esce dal palazzetto, mentre si torna a casa e mentre si va a dormire per diffondere il messaggio: “Love can change the world in a moment”.

In conclusione, è impressionante come Ed Sheeran riesca ad esibirsi con una ventina di pezzi, proponendo uno spettacolo di più di un’ora e mezza con il supporto di una semplice chitarra e soprattutto senza mai stufare il suo pubblico, regalando sempre nuove emozioni. Unica pecca, la grafica presente sugli enormi schermi che lo circondavano: in alcuni pezzi riuscitissima (si pensi ad I See Fire, durante la quale lo spettatore si sente completamente avvolto dall’atmosfera incantata della canzone), in altri vagamente kitsch e inadatta (i petali di rose e le bollicine di champagne in sovraimpressione non vengono più proposti nemmeno a Sanremo, per dire), guastando così un po’ la magia della bella musica che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare.

a cura di Fabio Scotta

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