Nato nel caotico e frizzante sud della California, ma cresciuto nell’ordinata e rigorosa Svizzera: Tatum Rush è ibrido già nel proprio percorso di vita, e di certo non poteva essere da meno nella propria musica.
Dopo un disco e un EP completamente in lingua inglese (rispettivamente Mini Girls e Guru Child), Tatum Rush si presenta per la prima volta in italiano con Drinks Alchemici, il primo EP in casa Undamento prodotto a quattro mani con Ceri Wax, inconfondibile nelle sonorità.
Ad arricchire il suo curriculum vitae, una laurea in performance art: non è quindi un caso che uno dei primi parallelismi che vengano in mente pensando alla sua figura sia quello con l’arte visiva. Se volessimo parlare della musica di Tatum Rush in termini artistici, potremmo dire infatti che essa sia un neoclassicismo intriso di surrealismo ma con una punta di nonsense tipica del dadaismo: se cent’anni fa un anticonformista Marcel Duchamp sdrammatizzava con un paio di baffi la Gioconda di Leonardo, oggi Tatum Rush in Drinks Alchemici ravviva e mischia i generi classici degli anni ’50 con delle pennellate di pop contemporaneo e R&B.
Apollineo nell’armonia dei suoni e dionisiaco nell’estasi creativa, mondano e bucolico, Drinks Alchemici è la terra di mezzo sospesa fra il passato di Roger Vadim del 1968 e il futuro di Roger Vadim del 40.000 d.C., fra fantastico e icastico, è una festa metafisica e internazionale in un attico milanese, in un club della perdizione berlinese o in una villa sul lago di Ginevra, come il rifugio esclusivo ed inaccessibile dove Tatum Rush afferma di vivere. Una festa breve (12 minuti di pura ebbrezza, giusto il tempo di un cosmopolitan) ma intensa, a cui non vedrai l’ora di tornare.

Intanto, in attesa di un nuovo afterparty, trovi qui sotto un Cocktail mix di pezzi selezionati direttamente da Tatum Rush:

A cura di Greta Valicenti 

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