Sul fatto che alcuni fra i cavalli di razza del panorama musicale italiano degli ultimi anni appartengano alla scuderia di Undamento (non sto nemmeno qui a ricordarveli perché tanto lo so già che “Sei bella che la musica non c’è” e “E poi passiamo la serata co-sì ah”, almeno una volta le avete cantate tutti), penso che nessuno abbia niente da ridire.
In questi mesi però mi sono anche posta una domanda, ossia “Se l’asticella ora è così alta e le aspettative su questi ragazzi così elevate, riusciranno a confermarle droppando qualcosa che sia all’altezza?”; la risposta l’ho avuta il 5 aprile ascoltando Mentalità, album di debutto di DOLA, al secolo Aldo Iacobelli, ultima scommessa della label milanese.
La prima volta che ho sentito DOLA, in apertura al live di Frah Quintale al Magnolia, a quella scrittura grezza e così personale che parlava di incontri al Burger King e di accendini rosa col cuore rubati, spalmata su basi elettroniche distorte e spigolose, ci ero rimasta sotto abbastanza da definirlo senza dubbio una delle cose più fighe ed interessanti che avessi ascoltato in quel periodo (se non conoscete SNLRNZ 01 e SNLRNZ 02, i suoi primi EP, è il caso di rimediare al più presto), e un anno dopo, con Mentalità, non ho ancora cambiato idea. Anzi.

 

Nelle nove tracce di Mentalità, DOLA è cresciuto artisticamente ma è rimasto se stesso: il livello delle produzioni si è alzato (grazie al lavoro di mntl, aka Leonardo Milani, e di Ceri, la mente dietro la cassa dritta di Supermercato), ma ci sono ancora la vita sregolata della città dove si va per suonare e per studiare, quella spericolata di Vasco che esce dallo stereo di una macchina in corsa e anche quella uggiosa e anestetica della provincia dove c’è casa dei tuoi che sì ci vuoi tornare ma poi hai bisogno di scappare: tutte cose che per fortuna DOLA racconta ancora con la stessa intimità e la stessa sfrontatezza urlata che userebbe quel vostro amico di notte davanti alla saracinesca chiusa di un bar di quart’ordine, con la differenza che DOLA lo fa con un timbro ruvido e graffiato che a tratti ricorda certi cantautori italiani degli anni ’70, uno su tutti Rino Gaetano, e una chitarra in mano.

DOLA presenterà per la prima volta live Mentalità il 24 maggio a Milano, sul palco del Mi Ami.

 

A cura di Greta Valicenti 

Photo credits: Tommaso Biagetti

 

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