DIARIO DI UN’INVIATA A SANREMO: SECONDO GIORNO

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A cura di Matilde Ferrero

Sanremo Day 2. Al di là della gara e degli incontri è divertente, insomma si ride per non piangere, anche ciò che gira attorno al festival.

Sotto la sala stampa c’è Casa Sanremo: è una sorta di privè un po’ kitsch frequentato da frustrati che sfoggiano impettiti il pass come fosse una medaglia olimpica. Lì dentro ogni tanto passa qualche cantante big, ospite delle due la performance, è stato sottilineato che durante il suo passaggio c’è stato il picco d’ascolti, cosa che ha scatenato tifo da curva sud durante la conferenza.
Girando per le strade ho avuto modo di raccogliere prove concrete che ampliano la fascia di fauna antropologica, sempre più nuove specie affiorano.

Numero uno: il ragazzo con la cresta alta un metro che ha fatto la sua prima apparizione televisiva, ovviamente, da Barbara d’Urso. Sfottuto per i capelli era apparso nel programma per questo motivo, ora si aggira qui in cerca di notorietà.

È la volta poi dei sosia improbabili, intervistati da chiunque abbia una telecamera, Pavarotti che elargisce addirittura biglietti da visita, e Renato Zero tra gli altri.
La seconda serata l’ho seguita sempre dalla sala stampa, accompagnata dai ravioli di verdure presi dal cinese. I due passaggi salienti sono forse il silenzio tombale durante il monologo di Pintus e gli applausi alla comparsa del nome Biggio (che ormai è Biaggio, per quei giornalisti/speaker che non riescono nemmeno a formulare una domanda) e Mandelli, nella fascia a rischio eliminazione.

Da Sanremo per ora è tutto, linea allo studio.

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