ELITA DESIGN WEEK FESTIVAL: DAY 1 (LIVE REPORT)

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A cura di Marco Reccagni e Ermanno Calamo

La prima serata della 10ª edizione dell’ Elita Design Week Festival si apre alla grande, anzi alla grandissima. Il tema di quest’anno #BORDERLESS vuole sottolineare l’ampiezza di una proposta artistica e di una programmazione in cui i confini tra elettronica e contaminazione sono sempre più labili. La classica location del festival, il Teatro Franco Parenti in Milano, è scosso dalla potenza esplosiva della musica e le sue stesse fondamenta vengono riplasmate in un turbinio di musica e luci. I protagonisti della serata sono gli artisti, nomi importanti, che sanno far ballare, divertire e far ronzare le orecchie a fine serata.

I primi ad esibirsi sono gli IISO, un duo composto da Luca Tommasoni e Roberto Tagliabue, che chiusi in un cubo semitrasparente fanno musica per immagini unendo musica elettronica a scienza del suono e arti visive digitali.
A loro seguono gli AUCAN, un altro gruppo italiano, dal sound tosto e aggressivo, e autodefinendo la loro musica come un “ crossover di più cose” è difficile riassumerli in maniera precisa. Bisogna solo ascoltarli.
Viene il turno di RYOJI IKEDA, compositore minimalista, guru della computer music contemporanea, suona proiettando un video astratto e indecifrabile. Impassibile a tutto, da buon samurai, sprizza gioia e carisma quasi quanto una sedia.
Fortunatamente sale sul palco DJ TENNIS, che all’ultimo momento prende il posto del tanto atteso HENRIK SCHWARTZ, impossibilitato a partecipare da motivi di salute. DJ TENNIS, grazie alla sua grande esperienza, si presenta con il chiaro intento di rendere fertile una pista ancora un po’ stordita per il quanto mai particolare live set di IKEDA. Parte lento per carburare alla fine con un paio di classici, che si sa, fanno sempre gruppo e morale.

E’ quindi la volta del main guest, DIXON, RA top dj del 2014. La classe non è acqua, e si vede che il non più giovane ragazzo ne ha e da vendere in quantità industriali. Prende il suo tempo e il suo spazio prima di entrare in quel ritmo ipnotico e quasi ossessivo fatto di beat techno, synth elettronici e vocal a metà tra il Rock e il Lirico. Il suo dj set è una crescita continua, ricco di una selezione ricercata ma comunque estremamente ballabile, cosa difficilmente riscontrabile al giorno d’oggi. La cosa più impressionante di tutte, oltre alla scelta musicale e alla tecnica figlia di anni e anni di esperienza, è la totale serenità con cui DIXON sembra gestire l’intera situazione musicale e ambientale: sembra avere in mano un joystick e ad ogni suo input il pubblico, il dancefloor e anche i baristi sembrano rispondere come da lui immaginato.

Una serata elettrizzante e se ve la siete persa non disperate, il festival dura fino a domenica 19, potete rifarvi alla grande, e noi di Vox saremo ogni sera pronti a documentare tutto.

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