DARIO ARGENTO, IL MAESTRO DEL TERRORE

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a cura di Martina Serena Franchetti

Un’altra lunga ed estenuate giornata al Giffoni Experiece, incorniciata dal sole e qualche breve acquazzone estivo. Jessica Chastain e Dario Argento hanno calcato oggi il blue carpet del festival. Tanta attesa e entusiasmo non solo per i giovani protagonisti, ma per tutto lo staff, i genitori e gli abitanti del piccolo paesino campano.

INSIDE ha avuto l’onore di incontrare e intervistare il maestro dell’horror dalla irrequieta adolescenza e dall’affermato talento. Dario Argento.

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  • Il tema di questa quarantatreesima edizione del Giffoni Experience è “FOREVER YOUNG”, per sempre giovani. Qual è il suo rapporto con l’eterna giovinezza celebrata e quasi idolatrata, per secoli, dalla letteratura e dal cinema?

L’eterna giovinezza è il sogno di tutti, però se si è sempre in buona relazione con la propria infanzia si rimane sempre giovani.

  • Lei è il maestro del cinema horror in Italia e in tutto il mondo. Cosa pensa dei film di genere attuali? Oggi si può facilmente notare che c’è una maggior cura e attenzione allo splatter piuttosto che al suscitare nello spettatore il sentimento di paura, appunto di terrore.

Si, vedi i film che sono tutti una specie di esposizione di effetti speciali. La suspence è perduta, peccato. E’ una dei più difficili mezzi di espressione, la suspence. Non la vedo molto oggi nel cinema.

  • Cosa consiglierebbe ad un giovane regista di film horror che aspiri ad avvicinarsi, seppur lontanamente, ai suoi capolavori?

Penso che dovrebbero concentrarsi più sulla psicologia dei personaggi e delle storie e meno alle esplosioni, alle cose sempliciotte.

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