Dargen D’Amico @ Circolo Magnolia (Milano)

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Mercoledì sera 7 novembre, sotto la notte (poco stellata) di Sant’Ambrogio, si è esibito Dargen D’Amico al Circolo Magnolia di Segrate ad aprire il live sono Sylvia accompagnata dal violoncello di Matteo Bennici, noi c’eravamo ed ecco com’è andata.

Il concerto inizia con Tempo Critico rilettura 2006 da Musica senza musicisti primo album che segna già l’esordio di un musicista che ha saputo distinguersi da tutto e da tutti. Questo pezzo fa scaldare gli animi di ogni presente, emozionati intravediamo un Dargen cantare da dietro le quinte solo poi passa a mostrarsi al pubblico coi suoi fedeli occhiali da sole.

Jacopo ce lo dice di voler iniziare dal principio, ci fa assaporare brani come Zucchero Luminoso, Prima Fila Mississippi. Il momento però più acclamato è per la famosa SMS alla Madonna, singolo celebre da Di vizi di forma di virtù; unicoro cantiamo “Te lo dico solo una volta, torna! Se vuoi te lo dico due torna, te lo dico tre ti prego torna…”.

L’omaggio a Di Vizi di forma di virtù si sente per tutta la durata del concerto, non mancano brani come C.S.A Gode, Low Cash, La Ruota fino al più emozionante Arrivi stai scomodo e te ne vai che ripercorrendo la vita di un uomo cita “e mi vien da chiedere dov’è finito il mondo?” perfettamente calzante al momento.

La poetica dargeniana prosegue con Corallo e Vespe senza base a crudo tutta per noi, fino a No la 1 ma la 2, e il recente Levante dal progetto di Murubutu. Tra le collaborazioni più a cuore di Jacopo sicuramente c’è quella con Ducht Nazari in Cura di me, ci chiede se lo conosciamo e alla risposta affermativa risponde con un “grazie Dio”.

D’Amico non è solo questo, è anche festa, fuori da ogni programma decide di cantarci Bocciofili e in un’atmosfera del genere non può che proseguire con Festa festa. Una nota speciale vanno a Ma dove vai (Veronica) estratto da D’ parte prima e soprattutto a Odio Volare da D’ parte seconda in cui Dargen non si è fatto mancare di essere aiutato da alcuni fortunati del pubblico e perché no anche da una chiamata al cellulare.

Dargen prosegue il concerto con Malpensandoti da D’ parte prima, si fa affiancare da Matteo Bennici al violoncello per L’universo non muore mai” tratto da D’io: è un magico connubio creatosi in una grigia Milano. Nonostante il Amo Milano l’amico J ci ricorda di quanto sia dura qui e che fuori c’è la nebbia… oramai siamo agli sgoccioli, sta per esibirsi con gli ultimi brani e poi ci deve lasciar sguazzare nel freddo.

Modigliani da D’io conclude un concerto che ha saputo riassumere una personalità eclettica, poliedrica, e che ripercorre la carriera di Dargen; un passato, un presente e un futuro (ci dice “il mio ultimo album non è ancora uscito”). Si racconta Jacopo, sta con noi e per noi che siamo un pubblico rumoroso ma comunque innamorato. È dura, sì, e ce lo canta “ci vuole più coraggio ad essere brutti, a essere belli e bravi siamo bravi tutti”.

A cura di Sara Palumbo

 

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