CRISI, TFR O TFP

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A cura di Francesca Bonfanti

ON STAGE riparte col Teatro Franco Pareti

Copertina_webNon possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. (..)
E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sè stesso senza essere “superato”
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, inibisce il proprio talento (..)
La vera crisi è l’incompetenza.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è il merito,(..) e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro.
Finiamola uno volta per tutte con l’unica crisi pericolosa che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Poche lapidarie frasi per riassumere lo spirito di una nuova stagione e di un nuovo cartellone; il padre della relatività per parlare di teatro. Nella sua campagna abbonamenti il Teatro Franco Parenti ha scelto di usare le parole di Albert Einstein per sfatare l’unico e onnipresente concetto a cui sembra ridursi ogni italica discussione di questi giorni, settimane, mesi, anni. Crisi. Ce n’è un po’ per tutti i gusti: crisi economica, crisi dei valori, crisi della famiglia, crisi della cultura. Occhi sbarrati a sentir parlare di cultura e del polveroso teatro. Ragazzi, se c’è qualcuno che conosce la parola crisi in ogni sua possibile declinazione e salsa quello è il Teatro. Paolo Grassi sentiva parlare e parlava del suo declino già nel 1947, eppure siamo ancora qua, in sala, sulle nostre poltrone, al buio ad aspettare che il sipario si alzi. Insomma, il teatro nella crisi ci sguazza ed essendo allenato lo fa anche bene. Noi di On Stage però, vogliamo che anche voi sguazziate al nostro fianco e anche quest’anno vi raccontiamo quanto le scene del Franco Parenti e delle altre realtà milanesi hanno da offrire.

Per il teatro di via Pier Lombardo quelli a venire sono mesi cruciali, nei quali la sua poliforme attività dovrà riuscire nel far convivere le sue anime, senza perdere però di vista il centro di tutto il sistema. Come ha tenuto a specificare la direttrice artistica Andrée Ruth Shammah nel corso della conferenza stampa per la presentazione de Il lavoro di vivere, il fulcro attorno a cui tutto deve continuare a ruotare è il palcoscenico. A tal proposito non è scontato far notare come, fra i vari titoli in programma, siano prossime ad alternarsi nelle scene quattro produzioni del Parenti: due titoli, Skianto di Filippo Timi e Gli Innamorati, sono due ritorni dalla stagione appena passata, che dimostrano il successo riscosso solo qualche mese fa. Gli altri, Il lavoro di vivere e Il coraggio di Adele sono altrettanto attesi. Il primo in particolare vedrà un Carlo Cecchi diretto e non direttore di sé stesso; interprete del testo Hanoch Levin, ma non regista, ruolo rivestito dalla Shammah. Un incontro tra due personalità forti quanto amiche che restando in cartellone per circa due mesi si preannuncia essere il cardine attorno cui ruoterà l’attività di questa prima parte di stagione.

Altri nomi? Corrado Tedeschi, Gioele Dix, Silvio Orlando, Marina Massironi, Beppe Severgnini. Altri autori? Samuel Beckett, Harold Pinter. Nient’altro da aggiungere, per il momento.

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