Durante questo periodo difficile di quarantena, la redazione cinema di Vox vi propone settimanalmente in questa rubrica diverse watchlist redatte dai nostri editor.

1) 45 ANNI di ANDREW HAIGHT, 2015.
Disponibile su RAI PLAY
Il quarantacinquesimo anno di matrimonio è il grande avvenimento che Kate e Geoff Mercer si stanno accingendo a festeggiare con gli amici, a suggellare una vita insieme fatta di lealtà, amore e rispetto. Una lettera che annuncia il ritrovamento del corpo dell’ex compagna incinta di Geoff, morta in un incidente in montagna cinquant’anni prima, incrina però il significato dell’evento e di tutta la loro lunghissima relazione: Kate era all’oscuro di tutto, ma intuisce l’importanza che Katia ha avuto per il marito e non riesce a scacciare l’idea di essere stata solo una sostituta. Film magnificamente interpretato dalla Rampling e da Courtneay, entrambi premiati con l’Orso d’argento a Berlino, delicato e mai retorico, che indaga i rapporti maturi in modo complesso, senza cedere alle banalità di un’apparente perfezione consolidata dai decenni: anche quando si ha amato l’altro per tantissimo tempo e si pensa di conoscersi alla perfezione si è chiamati a scegliersi ogni giorno.

2) 10 CLOVERFIELD LANE di DAN TRACHTENBERG, 2016
Disponibile su CHILI
Michelle ha appena rotto con il fidanzato e si mette in macchina, ma viene speronata, finendo fuori strada. Si risveglia ferita e legata al muro di un bunker. I suoi timori sono anche i nostri: qualcuno l’ha rapita e vuole farle del male. La verità che le viene proposta dal burbero Howard è invece ben diversa, un’apocalisse nucleare forse di origine aliena ha sterminato la quasi totalità della vita sulla Terra e loro sono gli unici sopravvissuti. Non senza dubbi sulla buona fede di Howard, “cintura nera in cospirazione”, Michelle cercherà scoprire quanto davvero accaduto, soprattutto alla luce di indizi inquietanti sulla biografia del suo ospite. Brillante film di Trachtenberg prodotto da J.J. Abrams che gioca in modo originale con gli archetipi del genere fantascientifico, mettendoli a servizio di un thriller psicologico pieno di colpi di scena, ben scritto e girato perlopiù in interno. Cosa fa più paura: essere rinchiusi con un maniaco o affrontare l’apocalisse?

3) IL PRIMO RE di MATTEO ROVERE, 2019
Disponibile su SKY
Le vicende dei due fratelli che fonderanno la città più importante del mondo Antico raccontate senza la retorica da peplum, bensì con accuratezza storica e in protolatino, in Italia? Dio benedica Matteo Rovere per la sua scommessa vincente! Riti ancestrali, brutalità e tanto fango sono gli ingredienti di questa narrazione che segue Romolo e Remo a capo di un gruppo eterogeneo di uomini allo sbando e resi poi comunità dalla caparbietà di Remo, che ha messo in salvo i suoi compagni conducendoli in una foresta proibita, sfidando superstizioni e sentimenti religiosi. Ma i due fratelli si scontreranno inevitabilmente sulle basi da dare al nascente popolo. Grande plauso, oltre a Rovere, va al direttore della fotografia Ciprì, che ha operato con luce naturale regalando atmosfere uniche e a Borghi, epico e credibile Remo.

4) IL PROFETA di JACQUES AUDIARD, 2009
Disponibile su PRIME VIDEO
Malik è un ragazzo appena maggiorenne di origine magrebina condannato a sei anni di prigione. Spiantato e analfabeta, ma acuto osservatore delle dinamiche e delle gerarchie del carcere si farà strada facendo favori al gruppo di detenuti corsi. Alla fine della condanna Malik sarà diventato un criminale di primo piano. Jacques Audiard firma un film carcerario atipico, che si mescola al gangster movie e all’analisi della società francese, incapace di educare la sua gioventù meno abbiente e di permetterne l’inserimento dopo eventuali pene correttive. Un film non recentissimo, che però ci aveva visto lunghissimo, considerata anche la cronaca di questi dieci anni e degli scontri che tormentano le varie anime del popolo francese.

A cura di Emma Rossi

Commenti su Facebook
SHARE